giovedì 11 febbraio 2016

WALL 2016: CATERINA SILENZI



Biografia
Nata a Porto San Giorgio, nelle Marche, nel 1997 ottiene il diploma di maturità artistica presso il liceo pubblico di Porto San Giorgio.

Nel 2001 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Macerata con il massimo dei voti, specializzazione arti plastiche scultoree, con una tesi in storia dell’arte seguita dal professor Fabrizio Speroni.Dal 2008 ad oggi Caterina Silenzi vive e lavora a Fermo, nelle Marche, nello spazio 1627.
Titolo opera
Hide and seek
Ceramica raku e guscio di carapace



Concept:
“Osservazione e ascolto presupposti della memoria. Prospettive archetipiche che esulano e vivono nella complessità del passato-presente-futuro. Damiel e Cassiel herzoghiani che si manifestano nascondendosi, in una narrazione impossibile, volontariamente ai margini, dietro-dentro-davanti la gravità dell'uomo. Necessità della sospensione dello Schengen spirituale, angeli vaganti che abdicano alla metafisica per suggerire un'umanità perduta. Vanità. “

WALL 2016: ANDREA CERRUTO




Biografia
Nato a Modica nel 1979, vive e lavora a Cadorago (Co).
Si è  formato all'Accademia di Belle Arti di Roma e Milano.










Titolo Opera N°1
La giusta energia
olio su tavola
87x70 cm
2014



Titolo Opera N°2
Incontenibile
proiezione di 12 diapositive
2013/2016



Concept:
Incontenibile è un progetto site specifc per Wall. Andrea Cerruto ha spesso lavorato sul concetto di limite e sono stato attratto da quei fenomeni naturali che l’uomo non riesce ad arginare o a prevedere. Nello specifico il progetto si sviluppa con un dipinto su tavola, La giusta energia e  con una proiezione di dodici diapositive didattico-scientifiche legate ai fenomeni naturali quali le  valanghe, le erosioni vulcaniche o i geyser.

WALL 2016: ALESSANDRA FAVETTO



Biografia

Italiana di nascita, vive e lavora nel sud della Spagna, nelle campagne di Siviglia.
Ha intrapreso il viaggio nella fotografia nel 2012 e nel giro di pochissimo ha trovato la sua strada e vocazione nell'autoritratto.Artista e fotografaauto-ritrattista con visioni eclettiche che abbracciano i regni della natura e la profondità delle emozioni e dei sentimenti umani. L'immaginazione l’ha portata a creare mondi surreali e metaforici, prevalentemente abitati da animali che ama e cura.





Titolo Opera
Insoluta
90 x 65,45
Materiale: Forex pvc 5mm



Concept:
E´dolce e familiare questo tatto che mi abbraccia. Conosce ogni singola cellula del mio corpo, ogni mio pensiero  ancora prima di essere formulato. Mi avvolge, mi coccola e mi difende.
E´dolce e familiare questo posto dove non esiste la paura, dove muoiono le insicurezze e dove tutte le necessità vengono soddisfatte con amore e compassione.
E´il mio rifugio ed il mio inganno, la mia via d'uscita senza luce, il mio angolo di solitudine fatto di moltitudini di me.

WALL 2016: ALBERTO ANTONIO FORESTA





Biografia
Nato a Caltanissetta il 12/12/1990 è cresciuto nella vicina San Cataldo.
Studia all'Accademia di Belle Arti di Palermo, in cui consegue la laurea Didattica dell'arte.
Studia e vive attualmente a Firenze ed è laureando in Storia dell'Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.
Interessato alla società e alla sue contraddizioni, attraverso l'utilizzo di molteplici canali espressivi, che spaziano dalla fotografia alla pittura, dall'installazione alla video-arte, ha cercato di mettere in risalto, con sguardo critico o ironico, quella naturale propensione alla quotidianità, agli affetti familiari, agli interessi e ai riferimenti culturali sempre all'interno di una panoramica interpretativa più ampia.

Anacronisticamente malinconica, l’intera indagine pittorica di Foresta racchiude le speranze e le testimonianze delle ricerche artistiche del primo Novecento.

Titolo Opera
#1 Mi illumino d'assenzio
100 x 120
olio, china e smalto su tela
2015



Concept:
La visione di un uomo ebro di assenzio davanti un muro fisicamente e concettualmente nero, viene liberata da uno squarcio di luce gialla e verde che si impone al centro dell'opera. La riflessione sulla quale si intende spingere l'osservatore mira a concentrarsi sulle caratteristiche percettive date dal forte contrasto cromatico e dalla saturazione dei colori, manifestazioni di una visione alterata e rarefatta della “realtà”. Il titolo rimanda al celeberrimo verso di Ungaretti “Mi illumino d'immenso”, come se quell'immenso fosse intrapolato nella profondita del muro inteso come blocco o ostacolo, che però trova sfogo e liberazione grazie a quell'assuefazione già tanco cara a Baudelaire.

#2 Il muro del canto
100x100
olio, china e smalto su tela
2015



Concept:
Un muro, la sua forma piatta, il suo essere immobile, il suo riferimento alla delimitazione di un territorio e di un confine, il suo immediato rimando al “muro del pianto” del Tempio di Gerusalemme, in cui gli ebrei lasciano tra le fessure le loro preghiere. Quel muro carico di secoli e di significati ideologici e religiosi, viene rappresentato sotto una nuova visione d'insieme, giocando con le forme e le geometrie orientali, la cromia e i contrasti diviene un inedito “Muro del canto”. Il canto qui è inteso come armonia e riappacificazione, come preghiera “corale” dei popoli e come invito al sorriso.



giovedì 21 gennaio 2016

Wall 2016 - conosciamo gli artisti : Federica Gonnelli


Fin da piccolissima ha sentito la necessità di creare, identificandola con il desiderio di saper disegnare. "Il disegno è la base per ogni progetto, per ogni creazione in ogni ambito del fare umano, il disegno è la traccia, la radice dalla quale si sviluppa tutto." - dice.

Il gioco è importante quanto la coerenza. Perché la coerenza dell’artista è prima di tutto dentro se stesso, nella sua vita, nel suo percorso e di conseguenza successivamente in ogni sua opera, ma al tempo stesso occorre a ogni opera sapersi mettere in gioco. La razionalità è importante quanto il sogno ; ogni elemento dell’opera ha un suo perché,  i limiti si superano, ma occorre sapersi fermare. Tutto ciò che fa trae liberamente spunto da vissuto, memoria familiare, habitat, sentimenti, arte e dal paesaggio della sua terra, attraversata da confini, contrasti ed intrisa di arte e creatività.
Elementi che implicano necessariamente il mettersi in gioco, prima esternando i  sentimenti e successivamente, molto spesso, esponendosi in prima persona.
(Qui e in ogni altro dove)


Federica Gonnelli sente fortemente la relazione tra l’opera e lo spazio in cui l’espongo e quindi ogni opera vede la luce nel momento in cui ha capito di aver trovato il luogo giusto e tempo giusto per presentarla. La sua ricerca, è volta al superamento dei confini, qualsiasi essi siano, che relegano in compartimenti stagni le varie arti così come i confini che dividono gli individui. "Mi piace pensare di sorpassare in qualche modo con la mia ricerca il limite tra bidimensionalità e tridimensionalità."



(Chi ha paura del vento)

Contemporaneamente la ricerca di spazio mi ha portato ad ampliare i miei progetti e ad affiancare alla realizzazione delle opere tridimensionali: performance, suoni, video proiezioni, installazioni e videoinstallazioni. Nel mio percorso il video mi ha permesso di superare il concetto di contenitore reale presente nella mia opera, acquisendo un contenitore virtuale (il video stesso), nel quale le immagini scorrono fluide, elastiche, pulsanti, vitali, leggere e semitrasparenti. 

(Cos(ci)enza)

"Il mio lavoro permette una molteplice stratificazione di materiali e di interpretazioni che, di volta in volta, privilegiano diverse componenti costitutive. Si può esaminare un'opera dal punto di vista dei materiali utilizzati, soprattutto tessuti e organza, ma anche dal punto di vista dell'immagine, o del rapporto tra questa e linguaggio. Ogni percorso interpretativo finisce per supporne un altro, così che non possa mai dirsi completamente esaurita la lettura.
Il senso dell'opera d'arte, è nella stratificazione di trasparenze: la “densità” di un'opera deve consentire di intravedere quanto è oggetto della rappresentazione. Non deve, la rappresentazione sostituirsi all'oggetto rappresentato, essere cioè troppo densa e opaca, ma al tempo stesso non può nemmeno diventare una trasparenza pienamente penetrabile, di nessuna densità, togliendo consistenza all'opera. La rappresentazione deve lasciarsi attraversare."


(Io testimonio- dei delitti e delle pene )

domenica 3 gennaio 2016

Wall 2016 - Conosciamo gli artisti : Alessandra Favetto



Art: Photography

Location: Spain





Artista e fotografa auto-ritrattista con visioni eclettiche che abbracciano i regni della natura e la profondità delle emozioni e dei sentimenti umani.


La macchina fotografica é la mia macchina del tempo che mi permette di disegnare un mondo immaginario pieno di toni e vibrazioni differenti: a volte salto in un mondo surreale dove gli animali, le piante e gli oggetti parlano attraverso allegorie e metafore ed altre volte mi sommergo nel buio dell'anima e traduco in concetti le sue mille sfaccettature.


Ogni immagine é una storia che lascia aperta la porta all'immaginazione e alla lettura e percezione di ciascuno in base alle proprie esperienze personali.

I miei personaggi, siano essi autoritratti o animali o oggetti, sono una rappresentazione di un mondo surreale, ironico, sognante e passionale in cui mi piacerebbe vivere.

Attraverso le mie opere concettualizzo i conflitti della personalità umana e l'ironica ambiguità tra la saggezza degli adulti e l'innocenza degli animali.




www.alessandrafavetto.com
#wall2016