domenica 9 febbraio 2014

Psike Expo: Video-sintesi

Per chi non c'era o non ha potuto esserci. 
Per chi non sapeva e quindi non c'era. 
Per chi: " Non ho capito bene, ma cos'è che avete fatto?"
Per noi, orgogliosi di averlo realizzato.
Una breve sintesi video.



domenica 26 gennaio 2014

Psike Expo: invasioni d'arte in una tranquilla domenica fiorentina


Firenze è una delle città più belle al mondo e questa mattina ci ha donato tutta la sua molteplice suggestività come scenografia per la nostra esposizione a cielo aperto. Cielo tra l'altro di un azzurro intenso.
Abbiamo portato le opere di trenta giovani artisti nei luoghi più frequentati, iniziando dalla stazione S. Maria Novella. Prima di fronte ai binari ...



e poi lungo i binari !


Durante il percorso abbiamo toccato varie tappe, ma sicuramente tra le più frequentate è necessario annoverare Ponte Vecchio, dove gli artisti hanno realizzato una performance sincronizzata.


Alla Galleria degli Uffizi, dopo una fermata sotto i loggiati, è stata realizzata una rissa poetica che ha coinvolto anche un netturbino!


E poi Piazza della Signoria e il Duomo!




Alla fine siamo esplosi in Piazza della Repubblica, scappando in direzioni diverse!




Una bellissima esperienza e realizzazione. Ringraziamo qui tutti i partecipanti: Carlo Tarsia, Mariano Guazzaloca, Giovanni Mazzi, Felice Galli, Fabrizio Pepi, Samuele La Placa, Jacopo Galli, Sara Montigiani, Nicaela Aspeti, Marco Viola, Paolo Vermigli, Stefania Fossile, Azzurra Guerrini, Annalisa Maione, Giuliana Califano, Rafael Vindigni,Domenico De Pascale (Dinko), Antonella Rettura, Alberto Antonio Foresta, Andrea Giusti, Maruska Nesti, Irene Raspollini e Sandro Fracasso. Nonchè la ragazza dai capelli ricci e gli occhiali di cui non sappiamo il nome!

E le nostre stalker: Nicoletta Pierallini e Erica Marigliani.

Nonchè i fotografi e video-maker: Francesco Gallo e Marco Pieraccini.

A breve altri contenuti, tipo il video del capo-stazione che si spaventa!




venerdì 24 gennaio 2014

Expo Psike








Ma cosa sta per succedere? Dove sei questo fine settimana? A Firenze? Ah, si bene! Domenica mattina non dormire troppo allora!

Il centro di Firenze domenica 26 gennaio sarà trasformato in una galleria d’arte contemporanea.
Si perchè noi, ci siamo messi in testa di voler portare l'arte contemporanea fuori dalle gallerie e dalle sedi istituzionalizzate. La portiamo per strada. Come diceva Giorgio Gaber "C'è solo la strada, la strada è l'unica certezza!"

Pxike Expo è, o meglio ad oggi sarà, una performance collettiva dove le opere vanno alla ricerca dello spettatore ignaro per capovolgere le regole e ridare dignità agli artisti, alla creazione di artista.

Si tratta di un’esposizione insolita di autori di ogni disciplina ( fotografia, pittura, scultura, scrittura, teatro), motivata dalla voglia di invertire le classiche dinamiche di fruizione dell'arte portando delle opere in strada.

E' l'opera che cerca lo spettatore (ignaro) e non viceversa. 
Faremo questa incursione per portare scompiglio nella tranquilla domenica cittadina per innovare, espandere e popolarizzare queste dinamiche registrando le reazioni del pubblico al passaggio del nostro messaggio che è scopo dell'iniziativa.

(nostri fotografi e film maker saranno pronti a documentare la performance che verrà poi diffusa mediaticamente)

A seguire informazioni su tempi, performance e motivazioni dell'iniziativa.

Programma delle singole performance del percorso:
-ore 10.50 circa, stazione, binari 12/13 (expo in linea lungo il binario)
-ore 11.10 circa, piazza s.maria novella (expo circolare con esercizio di reciprocità)
-ore 11.30 circa, piazza degli strozzi (expo ad anfiteatro con istant painting)
-ore 11.50 circa, ponte vecchio (expo in linea con movimenti sincro alternati)
-ore 12.05 circa, loggiato degli Uffizi (expo su due linee con interventi vocali)
-ore 12.15 circa, piazza della Signoria (expo a ring con "risse poetiche")
-ore 12.35 circa, piazza di S. Maria del Fiore (expo disordinata con coinvolgimento del pubblico)
-ore 12.45 circa, piazza della Repubblica (expo a corte con implosione finale)

Partecipanti
Gli artisti coinvolti saranno circa trenta, come la loro età media. Provengono dalle varie discipline artistiche (fotografia, pittura, scultura teatro e scrittura) e da varie province italiane sia del nord che del sud.

Scopo dell’iniziativa 
Ormai fin troppe parole, per un abuso da parte dei personaggi pubblici e dei mass media, hanno perso un loro specifico significato nel nostro vivere individuale e sociale. Possiamo ricordare le più oltraggiate: Verità, Giustizia, Libertà e Responsabilità. 
PSIKE EXPO si concentrerà sul termine Responsabilità. La innalzeremo insieme alle nostre opere, in quanto crediamo fortemente che, sia come individui che come autori (creatori di messaggi che trasmettono sensazioni, emozioni e riflessioni) dobbiamo pubblicamente riappropriarci di questo termine per restituire una dignità più concreta alla nostra azione umana e artistica.  La nostra responsabilità di creatori di messaggi (buoni, pessimi, inutili, estetici, da salotto o da birreria) verrà mostrata in strada a un pubblico ignaro che non ci cerca perché non sa dove o come trovarci, dato che pochi riescono ad esporre nelle gallerie perché accedere ai canali classici di esposizione è cosa rara per i più. E per questo specifico motivo non è stato operato nessun tipo di selezione delle opere.  L’artista è l’unico responsabile della propria opera dall’ideazione, alla creazione, fino all’esposizione e al parere del pubblico.


giovedì 26 dicembre 2013

Video- intervista a Jacopo Dimastrogiovanni


Cari Amici, vi facciamo tanti auguri per tutte queste festività e vi lasciamo con una video-intervista a Jacopo Dimastrogiovanni, realizzata durante l' ultima mostra che abbiamo realizzato "Hotel Gilgamesh".

Buoni Sogni e migliori realizzazioni.




lunedì 25 novembre 2013

Quella notte




Giovanna mi prese la mano destra. Lo fece d’istinto, non mi guardava negli occhi, guardava le mie mani torturarsi, tirarsi, scrocchiarsi nervose. Cos’ era che guidava i miei nervi quella notte lo so solo in parte.



La giornata era stata quasi statica: autobus in ritardo di pochi minuti, pioggia leggera da fine ottobre, un profumo forse più intenso di mele fritte dalla friggitoria all’angolo col mercato di San Lorenzo, prima di entrare in ufficio. I colleghi erano, come me, persi nel riassestare un lunedì che non prometteva sorprese noiose, tipo chiusure di bilancio che devono tornare, pagamenti di F24 in cui il codice è un rebus o calcoli di pensione per appena maggiorenni. Si poteva tranquillamente guardare le foto del fine settimana di amici e conoscenti sui social network. Magari scrivere anche qualche facezia per far ridere un po’ tutti.

Il pranzo al bar con il collega filantropo era passato. Avrei voluto scolarmi un litro di vino rosso e corposo, ma lui ha ordinato prima di me un’aranciata amara, allora anch’ io mi sono piegato al bon-ton di una bottiglietta d’acqua naturale temperatura ambiente. Grazie! La minigonna della responsabile amministrativa nel pomeriggio era salita un po’ più su, ma niente che facesse drizzare i morti dalle loro bare. Volgare, come la scritta sconto cinquanta per cento su un vibratore usato una sola volta. Tornando a casa avevo incrociato gli occhi di troppe passanti. Una volta le donne camminavano a testa bassa. Dovrei trasferirmi nello Yemen cazzo! 

Giovanna non portava mai la biancheria intima quando era in casa, tranne ovviamente in quei giorni. Era una geisha timida e fin troppo servile. Se glielo avessi insegnato io ad essere così, i suoi modi non mi avrebbero dato nessun fastidio. Invece no, l’avevo trovata già fatta, già formata. Educata da se stessa, diceva lei. Non sono mai stato capace di crederle.

 L’amavo, si credo di si. 

L’amavo come si poteva amare un cane trovato un giorno di pioggia per strada. Vedi quegli occhi che, anche se sono piccoli come cimici, sembrano palle da biliardo per il senso di colpa che ti fanno scaturire nell’animo. Alla fine quando ci siamo conosciuti lei non era molto diversa da un cane abbandonato. Ferita da un altro, elemosinava amore in quei locali in cui vai o per ubriacarti o per conoscere qualcuno che non conosci. Lei era astemia. Io mi ubriacavo. Di brutto anche. Le rovesciai un cuba libre sul vestitino giallo senape, leggero come un velo. Finimmo a letto a casa mia e quando mi chiese se poteva dormire con me oramai io russavo già da un pezzo.

Non se ne è più andata. Non dava fastidio. Cucinava del buon cibo, rispettava i miei turni in bagno e si, la casa era molto più pulita. Aveva un buon lavoro anche: responsabile del personale in una catena di alberghi a quattro stelle. Provò anche a raccontarmi di lei, della sua infanzia, delle sue passioni. Era una brava ragazza.

Quella cosa del camminare per casa senza intimo però non l’ho mai tollerata. Glielo avevo detto più volte, ma lei rideva, rideva, pensava nella sua povera testolina che fosse un gioco erotico. Non ho mai tollerato troppa libertà e sicurezza nelle donne. Nello Yemen cazzo dovevo nascere! Così, quando Giovanna mi prese la mano destra, quella notte, io con la sinistra le strinsi il collo. Fu istintivo anche il mio gesto, non riflettevo, seguivo un’immagine vista più volte in quei mesi nella mia testa. Poi mi liberai dalla sua carezza premurosa e anche la mano destra si uncinò al suo collo. I suoi occhi erano un lago di acqua e in un minuto o poco più, divennero una palude stagnante, svuotata dai pesci, gli anfibi, le alghe e i sassi. Cadde a terra e,nello schiantarsi sul pavimento, il vestito color nocciola che aveva addosso si sollevò fino alle anche ossute. Nuda. Completamente nuda. 

Neanche da morta mi portava decenza.


Maruska Nesti



venerdì 22 novembre 2013

Ron Mueck - Più reale del reale











Nasce in Australia da genitori tedeschi, e dopo aver girato per gli Stati Uniti, vive a Londra, e per almeno vent'anni possiamo considerare che non ha avuto nulla a che fare con il “mondo dell'arte”.



In realtà l' antecedente esperienza di Ron Mueck è nel mondo del cinema e della pubblicità (ricordo film come “The Storyteller” e “Labyrinth”), per cui realizzava  gli effetti speciali utilizzando siliconi e materiali acrilici, che lo hanno condotto ad un padronanza unica nel suo genere.

Tra il 1996 e il 1997 decide di applicare queste sue tecniche in altri ambiti, e così nel 1997 Ron Mueck fa un grande ingresso nel campo dell'arte con la mostra “Sensations: Works of art from the Saatchi Collection” alla Royal Accademy di Londra, una collettiva che contava altre importanti figure come Damien Hirst, Jenny Saville, i fratelli Chapman, ecc.


Le sue sculture sono molto più che la semplice rappresentazione del corpo umano, dove ogni singola parte di pelle, ogni singolo brufolo e ogni singolo capello viene analizzato, per giungere ad una figura a cui manca solo l'alito vitale.
La maggior parte delle sue scultura è ripresa in momenti privati e importanti, come potrebbe essere una gravidanza allo stadio avanzato o una fase dell' invecchiamento, degli attimi intimi di coppia o semplicemente un autoritratto dell'autore con occhiali da sole e costume, che se ne sta su un materassino a galleggiare nel vuoto.
Ma le sue opere non presentano mai tratti violenti o scene di sesso. Ron Mueck si limita a rappresentare semplicemente quello che lo circonda, quello che può circondare chiunque, con delle sculture di dimensioni piccole o gigantesche, in un atmosfera carica di silenzi e scambi di sguardi.



Rafael Vindigni
Fonti varie