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venerdì 21 gennaio 2011

L'ispirazione aspirata


Dopo una lunga e coraggiosa vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso.
Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno.
Un angelo lo accontentò.
Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà.
"Com'è possibile?" - chiese il samurai alla sua guida -"Con tutto quel ben di Dio davanti!"
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi attaccati alle braccia. Tutti potevano raggiungere il cibo, ma poichè il manico era più lungo del braccio non potevano accostarlo alla bocca.
Il coraggioso samurai rabbrividì.
Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto ai denti.
Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso.
Qui lo attendeva una sorpresa.
Il paradiso era un salone assolutamente identico all’inferno!
Dentro l’immenso salone c’era un’infinita tavolata di gente seduta davanti ad un’identica sfilata di piatti deliziosi.
Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi cucchiai lunghi più di un metro, legati all’estremità per portarsi il cibo alla bocca.
C’era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.
“Ma com’è possibile?”, chiese stupito il coraggioso samurai.
L’angelo sorrise:
“All’inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché così si sono sempre comportati nella loro vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”.
Paradiso e inferno sono nelle tue mani.
Oggi.

lunedì 17 gennaio 2011

La differenza tra l'inferno e il paradiso è nell'uso dei cucchiai

Il concetto è ampio e criptato in una frase degna di un surrealismo di altri tempi. Non importa però scavare o andare a cercare il lembo del velo ch copre una qualche nuova conoscenza, sotto il filo d’acqua che le opere nella loro sinergia rappresentano si delinea una delle verità del nostro muoversi sociale, come animali che si arrangiano a vivere nelle proprie assurdità.
"La differenza tra l'inferno e il paradiso è nell'uso dei cucchiai" è una esposizione  organizzata dal gruppo Psike, nuova realtà artistica del territorio fiorentino. E’ una collettiva a cui parteciperanno artisti provenienti da diverse parti d’Italia.  Diverse anche le forme di espressione artistica con cui ognuno ha raccontato la propria parola chiave: pittura, video, fotografia.
Sei le parole chiave per questa  favola sull’umano vivere, sei gli artisti che espongono (Chiara Fersini, Keziat, Fidia Falaschetti, Francesco Gallo, Marco Pieraccini, Rafael Vindigni), sei i giorni di apertura dello spazio.

Per l’inaugurazione è prevista una performance teatrale a cura della compagnia artistica Alibi Secondo “Chiedimi la chiave che mondi possa aprirti”.

Inaugurazione 28 gennaio 2011 ore 20.00 - 23.00
Ingresso gratuito

Presso: Studio Machina
Via Fra Domenico Buonvicini 46/48
50132-Firenze

Orari e giorni  apertura:
venerdì 28 gennaio e 4 febbraio  2011   20.00-23.00
sabato e domenica 29-30 gennaio  5-6 febbraio 2011   17.00 – 21.00


e-mail: psike.firenze@gmail.com
Curata da: Gruppo Psike