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giovedì 14 maggio 2015

Young artist: Pete Hawkins

Pete Hawkins
Nato nel 1980 a Panama. Vive e lavora a Londra.
Born on 1980 in Panama. Lives and works in London.




Rafael Vindigni - Quello che sorprende di più del tuo lavoro sono i supporti su cui dipingi. Da cosa nasce questa idea?
Peter Hawkins - Ho iniziato a dipingere superfici diverse, perché la superficie collegava il soggetto e il tema dei dipinti. Per esempio ho dipinto sopra un banco di scuola, perché è quello che era il vostro tempo a
scuola.
Inoltre mi piace lavorare su legno.

RV - Assembli tu le tavole di legno?
PH - Si, li assemblo io. Li compro da cantieri di bonifica nella zona est di Londra. Di solito hanno bisogno di essere strofinati e levigati perché sono molto sporche.
Poi li taglio a misura e li metto insieme.

RV - L'idea pittorica nasce in base al supporto o è il supporto ad essere creato in base a quello che vuoi rappresentare?
PH - Penso che sia un pò di entrambi. A volte trovo qualcosa di interessante da dipingere, come una porta o un finestrino della macchina e poi l'idea viene in base al pezzo trovato.

RV - Tra i tuoi soggetti compaiono spesso poliziotti, militari in mimetica, squadre d'assalto e mezzi d'aviazione. Perché? Vogliono attaccarci o ldifenderci?
PH - Credo sia una cosa nostalgica per me. Sono sempre stato interessato ad astronauti e viaggi nello spazio da quando ero un ragazzino. Anche la seconda guerra mondiale è stata molto interessante per me. Con i soldati e la polizia dò allo spettatore una chiara idea di autorità che sfida il senso del dipinto.



RV - Spesso appaiono astronauti e antenne che scrutano lo spazio. Come concepisci l'universo?
PH - Penso che l'universo è infinito, e la nostra è una parte molto piccola. Ma credo che gli esseri umani e la terra sono unici e non ci sono altre forme di vita avanzate come noi nello spazio.

RV - I tuoi soggetti sono solitamente girati di spalle o indossano una "maschera". Perché nascondi la loro identità?
PH - Perché significa che lo spettatore può creare nella sua mente chi è quella persona. Questo lo rende diverso per ogni fruitore.

RV - Come concepisci le situazioni surreali dei tuoi personaggi?
PH - Sogno di loro a volte o ubriacandomi...

RV - Hai mai pensato di entrare in una casa e dipingere su tutte le porte che trovi?
PH - Sì, ma non l'ho ancora fatto...

RV - Parlaci di quando dipingi. La tua tecnica? Il momento in cui lavori? Se hai dei riti particolari prima e dopo aver concluso un'opera?
PH - Io uso pitture ad olio e tratto tecniche abbastanza classiche, atelier, vetrai, ecc. Mi piace buona luce, musica ad alto volume, un buon caffè, e avere una birra quando ho concluso.



RV - Qualcosa sulla situazione politica di Panama?
PH - Tagliente in modo amichevole.

RV - Europa in 3 parole.
PH - Cibo, vino, nuoto.

RV - Infine, come metti un elefante in frigorifero in 3 mosse.
PH - Un'ottima domanda.
Vorrei... 1- mettere una nocciolina nel frigo. 2- Guidare un camion a forma di topo a 67,5 miglia per ora sull'elefante. 3- Chiudere la porta.




Original Interview.

Rafael Vindigni - What is surprising about most of your work is the media on which you paint.Where does this idea?
Pete Hawkins - I started painting different surfaces because the surface related to the subject and theme of the paintings. For instance I painted on school desk tops because the paintings were about your time at school.
Also I like working on wood.

RV - Do you assemble the wooden boards?
PH - Yes I do assemble them. I buy them from reclamation yards in east London. They are usually need to be scrubbed down and sanded as they are very dirty. Then I cut them to size and put them together.



RV - The idea of painting was born according to themedia or themedia is to be created on the basis of what you want to represent?
PH - I think it’s a bit of both. Sometimes I find something interesting to paint on, like a car door or a car window and then the idea will come from finding that.

RV - Among your subjects often appear policemen, soldiers in camouflage, assault teams and transport aviation.Why? They want to attack or defend ourselves?
PH - I think that is a nostalgic thing for me. I was always interested in astronauts and space travel when I was a kid. The second world war was also very interesting to me. With the soldiers and police it gives the viewer a clear idea of authority and that challenges the meaning of the painting.

RV - Often appear astronauts and antennas that scan the space. How to conceive you the universe?
PH - I think the universe is endless which makes us a very small part. But, I think humans and earth are unique and there are not other advanced life forms like ourselves in space.



RV - Your subjects are usually filmed from behind or wearing a "mask".Why you hide their identity?
PH - Because it means the viewer can make up in their mind who that person is. It makes it different for every viewer.

RV - How to conceive the surreal situations of your characters?
PH - I dream about them sometimes or by getting drunk...

RV - Have you ever thought to enter in a house and paint on all doors that are?
PH - Yes but I have not done that yet...

RV - Tell us about when you paint. Your technique? The moment in which you work? If you have any special rituals before and after completing a work?
PH - I use oil paints and I use quite classical techniques like atelier and glazing etc. I
like good light, loud music, good coffee. I like to have a beer when its finished.



RV - Something on the political situation in Panama?
PH - Edgy in a friendly way.

RV - Europe in 3 words.
PH - Food, wine, swimming.

RV - Finally, tell us how you put an elephant into a refrigerator in 3 moves.
PH - A very good question.
I would... 1. put a peanut it the fridge. 2. Drive a truck in the shape of a mouse at 67.5 miles per hour at the elephant. 3. Shut the door.





R. Vindigni
www.pete-hawkins.co.uk




venerdì 4 aprile 2014

La Retroguardia Senese: C'è un gran bisogno di follia e di gratuità



Photo- A. Benocci

In anni in cui si mercanteggia per le briciole e si cerca di cavar guadagno anche dai sorrisi, abbiamo bisogno dell'arte e ce n'è poca. Aveva ragione Terry May quando mi ammoniva: in giro ci sono molte opere e tantissimi creativi, ma di arte ce n'è sempre poca. Parafrasando il vecchio detto è come dire: gli artisti aumentano, l'arte no. La sintesi sta nella qualità. Non è mai stato così facile mostrarsi e mostrare ciò che si fa ed è un bene; d'altra parte, se tutti urlano chi ascolterà i sussurri? Mi è sempre sembrato impossibile che ci fosse un solo Galileo, o un Newton, un Bach. Quanti non ne abbiamo conosciuto perché sono rimasti sommersi dalla storia, dalle vicende personali, o anche solo dalla timidezza annoiata?


L'archeologia intellettuale è una scienza per pochi e si nutre di dettagli trascurabili. A breve, secondo i canoni dell'esistenza umana, si assottiglierà pesantemente il numero di coloro che potranno godere del fare arte con la pancia piena. Non sarà un bene, siamo nella curva più ripida della discesa: da decenni non si osserva un genio figurativo in azione. Ci sarà stato, ovvio, ma ce lo siamo persi tutti, lui stesso non se n'è accorto, o peggio non ci ha creduto nel tempio dei sedicenti. Questo è il momento di credere nell'arte, di spronare chi la produce. Sono anni in cui essere generosi, anni in cui bisogna finanziare, acquistare il bello. È sciocco e infame ritenere l'arte superflua, quanto lo è non ritenerla un investimento collettivo. Pensate ai primi decenni del secolo scorso, al connubio meraviglioso di filosofia e letteratura, intrecciate con le arti figurative. Non sono proprio quelli gli anni delle grandi scoperte scientifiche? Ancora oggi si dimostrano le validità ardite delle teorie delle menti di allora. Io penso che quello specifico periodo storico, fatto di inventiva sferica e di tremenda crisi economica, sia stato l'innesco ideale. Tirate dentro la pancia e grattate la terra, credete in voi stessi e negli altri, ci urlano quei decenni magici.

Intorno vedo avvoltoi sazi che giocano allo strazio dei pulcini. Uccidere è naturale, torturare è umano. Mi rivolgo agli artisti: quando dovete scegliere tra svendere un'opera a chi non la saprà amare e bruciarla, ardetela in pubblica piazza, spaccatela, mangiatela, vi priverete di molto, ma accenderete un enorme impulso nei titubanti. Penso ai mercanti d'arte: non è forse vero che quando muore il cane di lì a poco anche le pulci non se la passeranno troppo bene?

Veniamo alla mostra. Ho pensato a La Retroguardia Senese come a un vetrino da microscopio, un esperimento scientifico la cui validità sta molto nella capacità di scegliere un campione significativo. Le conoscenze si muovono su piani non casuali, potrebbero ricordare il clinamen degli atomi nella filosofia epicurea, cui alcuni vollero persino affibbiare un senso di religiosità. Siamo avvicinati a chi dobbiamo incontrare? In un certo senso mi è capitato proprio questo ed ho deciso di trasformare questa attrazione in una mostra.

Le opere degli artisti esposti trasudano umanità e in virtù di questo risentono del passato che li ha nutriti e colpiti. Lo sperimentare continuo di Adriano nel suo scavare pozzi di buio negli sviluppi delle fotografie: quando tutti scattano, il fotografo fa un passo indietro, torna all'artigiano. I colori di Don Manuel Bueno Martire che così vorticosi e sessanta intasano i pensieri di figure accennate in un reale scialbo e arrendevole. Le ricerche che sfociano nell'improbabile di Niccolò Cozzi, reporter del quotidiano; particolari che egli cattura e ripropone ad un mondo che se li è persi. Saecula saeculorum l'opera senza tempo di Gaia Inglesi, sarebbe stata bella cento anni fa, lo sarà tra cent'anni. Il medioevo che risorge dal fuoco purificatore dei carboncini di Irene Raspollini: fucina di creatività e rigenerazione. La sua madonna ospita, istiga e trae linfa serafica dalle vicende caotiche di un umano simbolico e metaforico.

L'allestimento non vuol far nulla per armonizzarli, sono come gli amici che si ritrovano a una cena informale. Le loro voci risuonano attraverso la galleria, creando ognuno un perfetto assoluto relativo.

Sandro Fracasso

E'  possibile visitare la mostra con appuntamento: questo il link da seguire per maggiori informazioni Casa là Farm Gallery