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giovedì 1 giugno 2017

Cecità (blindness)








Cecità è l'ultimo progetto collettivo creato dai fondatori di Psike, nell'intento di unire diverse discipline artistiche in un unico video. Il progetto nasce nel 2015, e solo ora è portato a conclusione.

Il tema dell'indifferenza collettiva si sviluppa lentamente, lasciandoci scivolare in un'oblio senza fine, fino a che qualcuno decide di non indossare piu una maschera.

Cecità (blindness)
2017
Video 5.34 minuti
Ideato, montato e diretto da Rafael Vindigni
Con Andrea Giusti e Maruska Nesti
Fotografia di Francesco Gallo e Marco Pieraccini
Prodotto da Psike Firenze

domenica 22 maggio 2016

I LIKE THIS!!! (da una ricerca su Instagram)

@cwestsculpture - Christina A. West

Sculptor.
Born in 1980 and she living in Atlanta.


Visit www.cwestsculpture.com or follow on Instagram @cwestsculpture













Instagram
@rafaelvindigni
@psikefirenze

martedì 23 febbraio 2016

Appuntamenti del prossimo finesettimana a #psikeWall


Dopo tutte le iniziative e le tante persone che sono venute a trovarci nello scorso finesettimana, siamo più che felici di invitarvi agli appuntamenti che verrano realizzati alla Collettiva Wall da venerdì 26 febbraio a domenica 29 febbraio.


Si rinizia venerdì 26  febbraio con orario di apertura  20.00 - 24.00


Alle 21 ultima replica della piece teatrale "No sea de amor" di Sandro Fracasso
con Andrea Giusti, Sara Montigiani e Maruska Nesti.
Atto unico, durata: 20 minuti






Sabato 27 febbraio l'orario di apertura sarà 19.00 -24.00


Dalle ore 20 Apericena culturale per raccolta fondi con dj-set dei "Now", jazz sperimentale e onde sonore accompagneranno tutta la serata nella cornice della splendida Limonaia di Villa Vogel.

Per l'Apericena è gradita la prenotazione, scriveteci alla mail psike.firenze@gmail.com, oppure al nostro contatto facebook, o al numero 347 3305223.




A seguire "Push-it", reading a cura di Antonio Bauleo e Maruska Nesti, in cui le varie opere presenti all'esposizione prenderanno parola.



Domenica 28 febbraio l'orario di apertura sarà 15.00-22.00

Alle ore 17.00 sempre con prenotazione (max 20 posti) ma con possibilità di replica:
Il Nemico - letture con Marco Di Costanzo.


Vi aspettiamo ricordandovi l'indirizzo:

Limonaia di Villa Vogel - Via delle Torri 23 - Firenze ( zona Isolotto)

(ampio parcheggio)


sabato 20 febbraio 2016

#PSIKEWALL - 2° giorno



Ed eccoci qua, tutti insieme felici e soddisfatti alla fine del vernissage! 

Ieri sera abbiamo avuto tante visite fra cui anche le istituzioni di quartiere ed alcuni fra gli artisti in esposizione, ringraziamo ancora Federica Gonnelli e Valentina Biasetti per la loro presenza.
E tante, tante persone con commenti positivi.


Vi ricordiamo che oggi la mostra aprirà alle 17, che potete chiedere a noi dello staff informazioni su opere e artisti se ne avete voglia e soprattutto ci teniamo a ricordarvi l'appuntamento con il jazz sperimentale dei "NOW" questa sera alle 21.00!


Intanto anche due foto della giornata: come è iniziata e come è finita.



I ragazzi della logistica


No sea de amor


lunedì 15 febbraio 2016

WALL 19-28 FEBBRAIO 2016




WALL è un’ esposizione collettiva d’arte, in cui vari artisti nazionali e internazionali, selezionati dai curatori dell’Associazione Psike, sono stati invitati a confrontarsi e lavorare su un tema ancora oggi molto attuale: il Muro, i Muri.

Il muro, i muri, le mura sono sempre molto concrete. 
Fermano, dividono, separano e talvolta diventano pericolosamente invisibili. Si trasformano in una extrema ratio che solleva dal gravoso sforzo intellettivo di comprensione e accettazione. Nel 2016 sono 45 i muri di confine nazionali, pochi se paragonati a quelli che costruiamo nelle nostre città, nel nostro paese e dentro di noi. 
Quanti muri abbiamo costruito per difesa o utilità?WALL ricorda che non esiste muro senza un’apertura, fosse solo quella verso il cielo, da cui entra prepotentemente il mondo, la luce e inesorabilmente, anche gli altri. 





Artisti:

Valentina Biasetti, Andrea Cerruto, Alessandra Favetto, Alberto Antonio Foresta, Francesco Gallo, Federica Gonnelli, Peter Hawkins, Janos Huszti, Marco Pieraccini, Caterina Silenzi, Rafael Vindigni. 



19-28 Febbraio
LIMONAIA DI VILLA VOGEL
Via delle Torri 23 - Firenze

Vernissage
19 Febbraio 2016 ore 20.00


La mostra prevede, contemporaneamente all'esposizione, anche performance letterarie, teatrali e musicali:

Venerdì 19 Febbraio ore 21.00
Domenica 21 Febbraio ore 17.00
Venerdì 26 Febbraio ore 21.00
No sea de amor – pièce teatrale di Sandro Fracasso
con Andrea Giusti, Sara Montigiani e Maruska Nesti

Sabato 20 Febbraio ore 21.00
Now! Jazz sperimentale elettronico

Domenica 21 febbraio ore 21.00
Murales sonori – voce e chitarra con Piergiorgio Manuele

Sabato 27 Febbraio, ore 21.00
Push it – improvvisazioni letterarie su testi di Antonio Bauleo e Maruska Nesti

Domenica 28 Febbraio, ore 17.00
Il Nemico - Letture con Marco Di Costanzo
Prenotazione obbligatoria, massimo 20 posti


Orari di apertura dell'esposizione:

Venerdì 19 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 20 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 21 Febbraio - ore 15.00 - 24.00
Venerdì 26 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 27 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 28 Febbraio - ore 15.00 - 22.00

Nei giorni compresi tra il 22 e 26 Febbraio, la mostra è visibile su prenotazione
se si raggiunge il numero di minino 15 persone.
Ingresso Libero / Offerta libera


Ente Organizzatore:

Associazione culturale PSIKE


Per info e prenotazioni:



psike.firenze@gmail.com

giovedì 21 gennaio 2016

Wall 2016 - conosciamo gli artisti : Federica Gonnelli


Fin da piccolissima ha sentito la necessità di creare, identificandola con il desiderio di saper disegnare. "Il disegno è la base per ogni progetto, per ogni creazione in ogni ambito del fare umano, il disegno è la traccia, la radice dalla quale si sviluppa tutto." - dice.

Il gioco è importante quanto la coerenza. Perché la coerenza dell’artista è prima di tutto dentro se stesso, nella sua vita, nel suo percorso e di conseguenza successivamente in ogni sua opera, ma al tempo stesso occorre a ogni opera sapersi mettere in gioco. La razionalità è importante quanto il sogno ; ogni elemento dell’opera ha un suo perché,  i limiti si superano, ma occorre sapersi fermare. Tutto ciò che fa trae liberamente spunto da vissuto, memoria familiare, habitat, sentimenti, arte e dal paesaggio della sua terra, attraversata da confini, contrasti ed intrisa di arte e creatività.
Elementi che implicano necessariamente il mettersi in gioco, prima esternando i  sentimenti e successivamente, molto spesso, esponendosi in prima persona.
(Qui e in ogni altro dove)


Federica Gonnelli sente fortemente la relazione tra l’opera e lo spazio in cui l’espongo e quindi ogni opera vede la luce nel momento in cui ha capito di aver trovato il luogo giusto e tempo giusto per presentarla. La sua ricerca, è volta al superamento dei confini, qualsiasi essi siano, che relegano in compartimenti stagni le varie arti così come i confini che dividono gli individui. "Mi piace pensare di sorpassare in qualche modo con la mia ricerca il limite tra bidimensionalità e tridimensionalità."



(Chi ha paura del vento)

Contemporaneamente la ricerca di spazio mi ha portato ad ampliare i miei progetti e ad affiancare alla realizzazione delle opere tridimensionali: performance, suoni, video proiezioni, installazioni e videoinstallazioni. Nel mio percorso il video mi ha permesso di superare il concetto di contenitore reale presente nella mia opera, acquisendo un contenitore virtuale (il video stesso), nel quale le immagini scorrono fluide, elastiche, pulsanti, vitali, leggere e semitrasparenti. 

(Cos(ci)enza)

"Il mio lavoro permette una molteplice stratificazione di materiali e di interpretazioni che, di volta in volta, privilegiano diverse componenti costitutive. Si può esaminare un'opera dal punto di vista dei materiali utilizzati, soprattutto tessuti e organza, ma anche dal punto di vista dell'immagine, o del rapporto tra questa e linguaggio. Ogni percorso interpretativo finisce per supporne un altro, così che non possa mai dirsi completamente esaurita la lettura.
Il senso dell'opera d'arte, è nella stratificazione di trasparenze: la “densità” di un'opera deve consentire di intravedere quanto è oggetto della rappresentazione. Non deve, la rappresentazione sostituirsi all'oggetto rappresentato, essere cioè troppo densa e opaca, ma al tempo stesso non può nemmeno diventare una trasparenza pienamente penetrabile, di nessuna densità, togliendo consistenza all'opera. La rappresentazione deve lasciarsi attraversare."


(Io testimonio- dei delitti e delle pene )

domenica 3 gennaio 2016

Wall 2016 - Conosciamo gli artisti : Alessandra Favetto



Art: Photography

Location: Spain





Artista e fotografa auto-ritrattista con visioni eclettiche che abbracciano i regni della natura e la profondità delle emozioni e dei sentimenti umani.


La macchina fotografica é la mia macchina del tempo che mi permette di disegnare un mondo immaginario pieno di toni e vibrazioni differenti: a volte salto in un mondo surreale dove gli animali, le piante e gli oggetti parlano attraverso allegorie e metafore ed altre volte mi sommergo nel buio dell'anima e traduco in concetti le sue mille sfaccettature.


Ogni immagine é una storia che lascia aperta la porta all'immaginazione e alla lettura e percezione di ciascuno in base alle proprie esperienze personali.

I miei personaggi, siano essi autoritratti o animali o oggetti, sono una rappresentazione di un mondo surreale, ironico, sognante e passionale in cui mi piacerebbe vivere.

Attraverso le mie opere concettualizzo i conflitti della personalità umana e l'ironica ambiguità tra la saggezza degli adulti e l'innocenza degli animali.




www.alessandrafavetto.com
#wall2016







giovedì 10 dicembre 2015

Wall: le origini del progetto


Era una sera buia e tempestosa...
No, non è vero nulla, non siamo in un romanzo già scritto, in un incipit che molti ricordano, ma siamo a Firenze, in un bar periferico ed è metà settembre. 




Un settembre che non si è dimenticato della Parigi di Charlie Hebdo, delle Torri gemelle,  degli attentati di Madrid, dello schifio di sangue innocente che cosparge l’Iraq e  l’Afghanistan, dell’assasinio di Benazir Bhutto, dell’anarchia libica, delle ambigue doppie facce politico-finanziarie che sono Israele e l’Arabia Saudita, giusto per prenderne due a caso.
Non se ne è dimenticato nessuno di noi, nemmeno dei migranti del mare, semplicemente  in questo settembre, abbiamo amalgamato tutto con nuove informazioni storiche.

Putin è sempre lì a zareggiare e zanzareggiare sull’Ucraina, mentre l’Europa tutta fa finta  che nulla succeda o sia successo in cambio del gas per l’inverno per le case dei suoi Cittadini o per le fabbriche allogene od oriunde che producono sempre meno e sempre con meno senso di produzione.
Alla televisione continuano a passare facce di bimbi affamati, tutti neri, tutti con madri che non sanno come nutrirli, mentre spesso i padri li incontriamo per strada a vendere, chi con strafottenza , dovuta, forse, ad un eurocentrismo mai affievolito, che dire sfruttamento fa ancora senso dopo un secolo o poco più, e chi con fin troppa umiltà,  cristiana o musulmana: ti offrono accendini od ombrelli. Ti chiedono un caffè. Quanti ne vediamo passare anche qui a Firenze. Sono chiamati immigrati economici anche loro. E fanno economia con la dignità spesso.
Ma mi sto perdendo …

Poi Alan è morto in mare, spiaggiandosi come un animale malato che torna a riva per  distendere le sue membra. Polemiche sulle foto nella nostra società dell’immagine e i migranti siriani , afghani, iraqueni che arrivano via terra e un nuovo muro. In Ungheria.
Un altro muro ancora. In Serbia. Un altro muro. In Slovenia.

E tutti i muri che abbiamo in testa.

Per questo quella sera, Psike ha deciso di invitare artisti da tutta Europa che potessero trattare, nel loro modo e con la loro arte,  quest’argomento non esauribile: Wall, il muro.



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Vi ricordiamo inoltre che Psike sta raccogliendo fondi per finanziare le attività di pubblicità dell'esposizione, nonchè la realizzazione di un catalogo,  e per noleggiare la strumentazione necessaria a realizzare gli spettacoli teatrali, musicali, e letterari nel miglior modo e mondo possibile.

Se vuoi donare anche solo 5 euro clicca qui.





giovedì 14 maggio 2015

Young artist: Pete Hawkins

Pete Hawkins
Nato nel 1980 a Panama. Vive e lavora a Londra.
Born on 1980 in Panama. Lives and works in London.




Rafael Vindigni - Quello che sorprende di più del tuo lavoro sono i supporti su cui dipingi. Da cosa nasce questa idea?
Peter Hawkins - Ho iniziato a dipingere superfici diverse, perché la superficie collegava il soggetto e il tema dei dipinti. Per esempio ho dipinto sopra un banco di scuola, perché è quello che era il vostro tempo a
scuola.
Inoltre mi piace lavorare su legno.

RV - Assembli tu le tavole di legno?
PH - Si, li assemblo io. Li compro da cantieri di bonifica nella zona est di Londra. Di solito hanno bisogno di essere strofinati e levigati perché sono molto sporche.
Poi li taglio a misura e li metto insieme.

RV - L'idea pittorica nasce in base al supporto o è il supporto ad essere creato in base a quello che vuoi rappresentare?
PH - Penso che sia un pò di entrambi. A volte trovo qualcosa di interessante da dipingere, come una porta o un finestrino della macchina e poi l'idea viene in base al pezzo trovato.

RV - Tra i tuoi soggetti compaiono spesso poliziotti, militari in mimetica, squadre d'assalto e mezzi d'aviazione. Perché? Vogliono attaccarci o ldifenderci?
PH - Credo sia una cosa nostalgica per me. Sono sempre stato interessato ad astronauti e viaggi nello spazio da quando ero un ragazzino. Anche la seconda guerra mondiale è stata molto interessante per me. Con i soldati e la polizia dò allo spettatore una chiara idea di autorità che sfida il senso del dipinto.



RV - Spesso appaiono astronauti e antenne che scrutano lo spazio. Come concepisci l'universo?
PH - Penso che l'universo è infinito, e la nostra è una parte molto piccola. Ma credo che gli esseri umani e la terra sono unici e non ci sono altre forme di vita avanzate come noi nello spazio.

RV - I tuoi soggetti sono solitamente girati di spalle o indossano una "maschera". Perché nascondi la loro identità?
PH - Perché significa che lo spettatore può creare nella sua mente chi è quella persona. Questo lo rende diverso per ogni fruitore.

RV - Come concepisci le situazioni surreali dei tuoi personaggi?
PH - Sogno di loro a volte o ubriacandomi...

RV - Hai mai pensato di entrare in una casa e dipingere su tutte le porte che trovi?
PH - Sì, ma non l'ho ancora fatto...

RV - Parlaci di quando dipingi. La tua tecnica? Il momento in cui lavori? Se hai dei riti particolari prima e dopo aver concluso un'opera?
PH - Io uso pitture ad olio e tratto tecniche abbastanza classiche, atelier, vetrai, ecc. Mi piace buona luce, musica ad alto volume, un buon caffè, e avere una birra quando ho concluso.



RV - Qualcosa sulla situazione politica di Panama?
PH - Tagliente in modo amichevole.

RV - Europa in 3 parole.
PH - Cibo, vino, nuoto.

RV - Infine, come metti un elefante in frigorifero in 3 mosse.
PH - Un'ottima domanda.
Vorrei... 1- mettere una nocciolina nel frigo. 2- Guidare un camion a forma di topo a 67,5 miglia per ora sull'elefante. 3- Chiudere la porta.




Original Interview.

Rafael Vindigni - What is surprising about most of your work is the media on which you paint.Where does this idea?
Pete Hawkins - I started painting different surfaces because the surface related to the subject and theme of the paintings. For instance I painted on school desk tops because the paintings were about your time at school.
Also I like working on wood.

RV - Do you assemble the wooden boards?
PH - Yes I do assemble them. I buy them from reclamation yards in east London. They are usually need to be scrubbed down and sanded as they are very dirty. Then I cut them to size and put them together.



RV - The idea of painting was born according to themedia or themedia is to be created on the basis of what you want to represent?
PH - I think it’s a bit of both. Sometimes I find something interesting to paint on, like a car door or a car window and then the idea will come from finding that.

RV - Among your subjects often appear policemen, soldiers in camouflage, assault teams and transport aviation.Why? They want to attack or defend ourselves?
PH - I think that is a nostalgic thing for me. I was always interested in astronauts and space travel when I was a kid. The second world war was also very interesting to me. With the soldiers and police it gives the viewer a clear idea of authority and that challenges the meaning of the painting.

RV - Often appear astronauts and antennas that scan the space. How to conceive you the universe?
PH - I think the universe is endless which makes us a very small part. But, I think humans and earth are unique and there are not other advanced life forms like ourselves in space.



RV - Your subjects are usually filmed from behind or wearing a "mask".Why you hide their identity?
PH - Because it means the viewer can make up in their mind who that person is. It makes it different for every viewer.

RV - How to conceive the surreal situations of your characters?
PH - I dream about them sometimes or by getting drunk...

RV - Have you ever thought to enter in a house and paint on all doors that are?
PH - Yes but I have not done that yet...

RV - Tell us about when you paint. Your technique? The moment in which you work? If you have any special rituals before and after completing a work?
PH - I use oil paints and I use quite classical techniques like atelier and glazing etc. I
like good light, loud music, good coffee. I like to have a beer when its finished.



RV - Something on the political situation in Panama?
PH - Edgy in a friendly way.

RV - Europe in 3 words.
PH - Food, wine, swimming.

RV - Finally, tell us how you put an elephant into a refrigerator in 3 moves.
PH - A very good question.
I would... 1. put a peanut it the fridge. 2. Drive a truck in the shape of a mouse at 67.5 miles per hour at the elephant. 3. Shut the door.





R. Vindigni
www.pete-hawkins.co.uk