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sabato 21 giugno 2014

Aspettando Lucilla



Io non so dove dormi.
Se tra lisce lenzuola
o sull'erba, che è il pelo del mondo.

Non so dove sei, ma se sei,
un giorno sarai con me.

Io non so come respiri.

Se affretti o deceleri, 

so che c'è tanto mare laggiù
.

Guarda caso, io sono un pesce da 
abisso.


Maruska Nesti
(IMG:  Migranti  di L. Caridà)

lunedì 7 ottobre 2013

I giorni dell'abbandono




Quando le tue ossa sono diventate 
erba fradicia sotto le mie mani,

io ho creduto di essere la locusta 

mandata da Dio ad avvertire l'Uomo.

 Ma ero solo giallo.


E il tuo essere di che colore è, quando è?


E'  antracite come questa tenda che copre Orione e le Pleiadi stanotte?

O bianco come la luce della luna che svela la trama dell'intermezzo

tra trascendenza dei sensi e violabilita' del corpo?

Sei arma o difesa?

Tumefazione o roccia estrusa?


Uténsile o utensìle?




Maruska Nesti

lunedì 22 aprile 2013

Il Sopruso Silente: mostra collettiva benefica ed itinerante.

Cari Amici, 
siamo più che felici di invitarvi alla collettiva di arte contemporanea sia figurativa che letteraria "Il Sopruso Silente", curata dal Collettivo Artistico Non Cresco Più, con cui noi psikiani abbiamo collaborato alla realizzazione della data fiorentina.

Questa mostra ha due particolarità di rilievo: la prima è che è una mostra che gira l'Italia, la prima esposizione è avvenuta al Centro Sociale La Resistenza di Ferrara, in cui si è fermata per otto giorni con un ottimo riscontro di pubblico.
La seconda particolarità è che ha un fine benefico. Infatti durante la mostra sarà possibile, per chi lo vuole, donare anche solo un euro all'Associazione Pantagruel di Firenze, che si occupa di gestire laboratori riabilitativi nel carcere di Sollicciano qui a Firenze. Troverete quindi un punto vino a offerta libera ed inoltre sarà possibile anche prenotare delle visite guidate dal curatore della mostra, Sandro Fracasso, ad offerta libera.

Il 3 Maggio, venerdì sera alle 21.30, ci sarà un reading poetico degli autori presenti alla mostra e di poesie di detenuti ed ex detenuti.
Il 4 maggio, sabato pomeriggio alle 15.30, ci sarà il concerto della cantautrice Rebi Rivale,vincitrice del Premio Speciale Amnesty International sezione musica nel 2011 e nel 2013 .

Per tutti i dettagli vi lascio il link al 



         Comunicato Stampa



lunedì 25 marzo 2013

Selezione "Il Sopruso Silente" - Firenze





Amici, conoscenti e sconosciuti,
ci rivolgiamo a voi soprattutto se siete artisti o fruitori di arte contemporanea.

L'associazione Psike in collaborazione con il Collettivo artistico Non cresco più, ideatore del progetto, ha aperto la selezione per opere figurative e letterarie, da esporre durante la mostra collettiva itinerante "Il Sopruso Silente" che avrà tappa a Firenze il 3 e 4 Maggio 2013.

Vi invitiamo a confrontarvi col tema proposto ed a inviarci le vostre opere.
Al seguente link, troverete tutte le informazioni necessarie.


Grazie dell'attenzione, a presto!














lunedì 18 marzo 2013

Il sopruso silente: sprazzi di libertà




Siamo felici di segnalarvi l'iniziativa dei nostri amici del Collettivo Artistico "Non cresco più".

Dal 22 al 28 Marzo a Ferrara al Centro Sociale La Resistenza in Via Resistenza, 34, si terrà la mostra 
"Il Sopruso Silente"

Vernissage: Venerdì 22 alle ore 18.

Il tema trattato è quello della violenza quotidiana, espressa così dal curatore della mostra, Sandro Fracasso:

Quello che molti chiamano stress è forse meglio espresso come l'esito inarrestabile di un sopruso silenzioso, che si insedia dentro di noi e scava tra le macerie del nostro esistere, fino a trovare il punto di rottura. Di lì in poi si possono comprendere, ma non assolvere, le vite stroncate anzitempo, per propria stessa mano e per colpo inferto soprattutto sui più deboli. Tra questi, i naufragi di milioni di giovani che non riescono più a credere nella propria vita, che attendono una fine che svuoti




In esposizione opere pittoriche e fotografiche, ma anche testi e poesie, sul tema del sopruso fisico e psicologico che subiamo ogni giorno.


Questi gli artisti e gli scrittori in mostra:
Maria Elena Abbate, Alessio Balduzzi, Michele Barbieri,Carlo Bollani, Stefano Bonazzi, Claudia Ceolin, Donatella D'Angelo, Roberta De Tomi, Simona De Marchis, Massimo Durelli, Sandro Fracasso, Antonella Iaschi, Luna Malaguti, Terry May, Attilio Mina, Maruska Nesti, Marco Pieraccini, Pietro Pontieri, PV (Pietro Vanessi), Irene Raspollini, Stefano Ravaglia, Emiliano Rinaldi, Federica Stella, Rafael Vindigni, Rami Zakaria.


L'ingresso alla mostra sarà ad OFFERTA LIBERA. I proventi saranno destinati ad arricchire di nuovi volumi la biblioteca del carcere di Ferrara.

Per info visitate il sito: www.noncresco.wix.com/ilsoprusosilente


Per tutte le attività parallele organizzate dal CSA "La Resistenza" ( aperitivi, concerti, reading seguite il seguente link.


La mostra è itinerante e girerà l'Italia, Psike avrà l'onore di ospitarla il 3 e 4 Maggio.



lunedì 4 giugno 2012

Ballata del disimpegno




Ci stiamo chiamando fuori
un istante prima che lo presumiate
è già tutto fatto siamo a sudare
in orti concimati da bestie smunte
e in boschi abbandonati frettolosamente per la tv a colori
occupiamo casupole  fredde e mal servite
in montagne che avete visitato per caso
magari a caccia o per rubare funghi e castagne
di quelle che avete strapagato fregandovene del fatto
che non ci sareste andati che noi non avremmo avuto una casa
quelle che adesso svendete per l'imu
dopo averle fatte marcire guardandole in foto
dalle scrivanie emorroidee dei vostri posti garantiti
allora perchè insistete col lavorate di più lavorate tutti
credete che non sia chiaro a noi in primis che state vivendo troppo
che siete costosi che le vostre pensioni non le avete guadagnate ma rubate
credete che non ci sia in ogni nostro sogno un mondo senza la vostra generazione
ognuno porti un vecchio inutile e riceverà un pacco di sopravvivenza
se arrivate tardi dovrete accontarvi
siete così illusi da ritenere che non ci siamo resi conto
che non basteranno i soldi per le vostre spese grasse
di viaggi e sprechi continuate a farvi il bidet bollente e i ritocchi inguinali
noi moriremo dieci anni prima di voi senza un medico garantito
con medicine d'erbe di campo e un amico sensibile a farci da guanciale
pensate davvero che non ci siamo accorti che siete pronti
per abboffarvi di nuovo oltre l'immagine stessa dell'oltre
qualcuno di noi si opporrà e ancora continua a farlo
ha il sogno sbagliato in testa
non c'è pratica per un sistema giusto ricco ed in espansione
chi lo sa è già lontano fuori da tutto eppur vicino come una zecca
i più sagaci stanno preparando il conto della vendetta
preparatevi perchè
non sarete nonni e non sarete cullati sul letto di morte
ve ne andrete soffrendo ma consolatevi
di certo meno di noi e senza capirci molto
a qualcuno farete anche pena qualcuno di poco meno vecchio
scriverà del dramma del vostro patire sei mesi su una vita.
dei rischi drammatici delle vostre esperienze di falsi lavoratori
di mezzo ci andranno anche innocenti gorilla bianchi
quelli che sapevano fare amare e rispettare
ma le vittime in una transizione sono il colore
del cielo all'imbrunire
tinta mutante che non si riesce a fissare che per un istante
e che col calar della notte
è poco più del suo ricordo stonato
eppure le chiocce continueranno a covare
poi smetteranno anche loro
lasciamo spazio agli insetti che se ne fregano le antenne.


Sandro Fracasso

venerdì 13 aprile 2012

Intervista ad Ivan - Poeta di Strada


Ivan, "chi getta semi al vento farà fiorire il cielo"?

Già...ho imparato che credere fortemente nelle proprie convinzioni, anche qualora possano sembrare folli o scomode, dia, primo o poi, i suoi frutti; l'idea di fondo è sostanzialmente  esser convinti che “se ci credi primo o poi s'avvera". Di fatto, col mio assalto poetico, getto semi tra l’asfalto, voi ne fate vento soffiandone per strada le parole, poi tutti insieme terra fertile e domani primavera.





Tag e pseudonimo. Punto di partenza? Elaborazione di un tratto distintivo, forte e imprescindibile, sviluppo e distacco...


Mah...in verità il mio nome d’arte è semplicemente il mio nome; ho omesso il cognome per renderlo al tempo stesso riconoscibile e comune. Credo, per dirla in parole spicce, che chiunque sia poeta e che la “condizione di grazia” della poesia sia dovunque disciolta in noi. Inoltre sono persuaso che, nei termini del conflitto tra le mie istanze di libera espressione e il pubblico che le raccoglie, sia importante porsi in prima persona, secondo un principio di responsabilità e di convinzione delle proprie scelte. Per me, che scrivo preferibilmente alla luce del sole, sarebbe un controsenso trovare un aka; quel che cerco è un faccia a faccia per abbattere i muro contro muro, per trovare un luogo comune di contrasto dialettico.

 Tu che sei letteralmente un writer, che punta più sui messaggi, sui contenuti piuttosto che sull’estetica del lettering e dei colori, ti senti un po’ un outsider?
Tanto outsider da ritrovarmici dentro in passato...come dici sono letteralmente un writer nella sua traduzione dall'inglese, mentre altrettanto non lo sono nella realtà. Il graffitismo è differente dall’assalto poesia poiché studia ed esprime l'estetica della lettera, si muove con una componente necessaria di illegalità, è un movimento fondamentale per la cultura contemporanea che gode di buona attenzione e produce cultura underground a tonnellate. Io differentemente lavoro sull'estetica del senso e sulla somma delle lettere, ho una componente di conflitto, sì illegale talvolta, ma dialettica, mi trovo nell'emergenza di voler affermare un discorso (la poesia pubblica) decisamente malconcio ai giorni nostri. Come Art Kitchen (www.artkitchen.org) abbiamo poi diversi amici writer, abbiamo prodotto tra le mostre più importanti del decennio per le diverse arti di strada in Italia, organizziamo spesso progetti educativi e solidali che vedono coinvolti anche talentuosi graffitisti. Questo però è tutt'altro discorso.
 La poesia può essere – o deve essere -  la salvezza da tutta questa approssimazione comunicativa e, troppo spesso, unilaterale?
 La poesia è cosa di tutti e per tutti. E' salvezza e riflessione per l'animo, è la traduzione più immediata di quell'invisibile che è essenziale gli occhi e che ormai resta agli angoli della vita abbagliato dalle luci dell'apparire. La poesia è il sapore, cosa mangiare è buona o cattiva cucina. Più che gusti, vivi. Mi par tutto molto salato ultimamente se, in fondo poi, ogni "loro verità" finisce dove comincia la nostra.

C'è ancora spazio per la poesia?
Lo spazio concesso rispetto al passato è molto poco; la poesia raccontava la storia delle nazioni (Manzoni come d'Annunzio), schermiva i potenti (Dante come Pasolini), costruiva sapere popolare e immaginazione collettiva (il Futurismo per esempio). Oggi queste funzioni sono delegate a tutt'altro, ma, a dire il vero, la poesia stessa non ha saputo trovare un campo fertile di rinnovamento ed aderenza al galoppare dei tempi d'oggi. Dobbiamo iniziare a pensare che pubblicare vada inteso nella sua accezione più larga (ovvero "il rendersi pubblici"), che di lettori interessati ve ne son molto pochi ma di potenziali tantissimi, che se ogni forma espressiva ha trovato una via contemporanea per esser presente nel futuro (musica, arte, teatro, tipografia), il “tradurre emozione in parola” ha da fare altrettanto. Io preferisco non pubblicare libri per star tra i banchi di scuola con un milione di Smemorande, il venerdì a Radio Popolare, nei discorsi o per le strade. Lessing chiedeva: "ti levi tanto in alto, poeta, per non esser udito ?" 
Molto spesso i tuoi sono messaggi di libertà, di reazione nei confronti del conformismo moderno, che ci vuole sempre più distanti e soli. E’ un modo di comunicare una speranza che, in fondo, è a portata di mano e non vogliamo vedere, o è molto peggio?
E’ tutte e tre le cose in successione: c’è fango e occorre speranza, è solo lì accanto mentre noi siam invece distratti con il suo riflesso posticcio, a lungo andare sarà appunto molto peggio. Scriver, per me e credo noi tutti, è il sapere sempre possibile il riscatto di un individuo da ogni forma di oppressione violenta, è il credere che possa esservi un governo del mondo senza autorità alcuna, che la libertà si guadagni e non si compri. Avere a che fare spesso con la “materia popolare” della gente mi porta a credere che, come ho scritto con speranza e rabbia insieme, ognuno merita il regime che sopporta.



Cos’è per te la “mancanza di rispetto”?
Presenza d'arroganza.

“Un muro che dice qualcosa non può essere sporco, come invece qualcosa che si nasconde”. Stando a questa affermazione, c’è davvero tanto sporco in giro.
Tutto in ordine e niente di a posto sostanzialmente. Ormai la vita sociale e le sue relazioni navigano su un mare mosso di apparenze; sotto, c'è acqua torbida che spesso viene improvvisamente a galla. Finché c'è espressione, diversità ricercata, incontro e fermento sociale, c'è appunto qualcosa di cui interessarsi. L’ordine è immobilità non armonia, il silenzio, o nasconde tutte le parole, o è solo aver nulla da dire. 
Hai scelto volontariamente di non legare con il copyright i tuoi lavori, affinchè chiunque possa diffonderli e farli propri, a patto che preservi il contenuto e citi la fonte.
Esattamente, come dicevo il fine è pubblicare per rendersi pubblici. Inoltre mi interessano molto alcuni effetti di diffusione dei miei scritti, stesso tempo mi ha permesso di relazionarmi a molte persone altrimenti lontane, così come la loro libera circolazione è parte del loro riscontro di pubblico.

 Ti senti libero? O la libertà è un’utopia?
u - topos sta per "tendere ad un luogo senza raggiungerlo mai"...mi sento che ho sempre voglia di liberarmi.



 Ci regali una scaglia?
 Ve le regalo tutte come detto...il sapere non s'accresce se non condiviso ...



Sito web di Ivan : http://www.poesiaviva.it/ivan 



Fonti : “Il Giorno”, “EspoArte” “Panorama” ed interviste di Chiara Canali e Mattia Martini
Img : web

giovedì 15 marzo 2012

Sotto il segno di Calliope

Calliope  era ed è la musa della poesia epica. 
Epica alla fin fine sta per eroica, gesta di genti, persone che digrignano i denti per difendere ideali propri, a priori.

Il nuovo progetto del gruppo Psike è realizzato in collaborazione con la BiblioteCaNova dell'Isolotto (FI) e la Casa Editrice Florence Art.
L'obbiettivo è avvicinare le persone e i cittadini alla poesia di ieri e di oggi, il conosciuto e il contemporaneo, il noto e l'emergente,  attraverso i diversi linguaggi e le diverse metodologie artistiche, con l'ausilio di molteplici interpretazioni individuali.




Iniziamo il 20 Marzo con uno spettacolo "Un passo da casa" sulle vite e la poetica di Alda Merini e Dino Campana.
In compresenza, sempre negli spazi della biblioteca, la mostra "Figure celate": fotografia e pittura di Marco Pieraccini e Rafael Vindigni, e  "Grovigli" di Marco Viola.

Vi aggiorneremo sul progetto, che si dipana con vari eventi, dal 20 Marzo al 14 Aprile.

Ingresso gratuito

clicca sull'immagine per ingrandire il programma


Tutto questo alla BiblioteCaNova 
via Chiusi, 4/3a - 50142 Firenze

mercoledì 1 febbraio 2012

2012. Rinascimento o medioevo?









Né ciò che da tempo mi ero legata al dito.
Non avrei dimenticato l'ombrello.
Non avrei dimenticato di fare la spesa.
La strada bruciava le sue pareti rendendo il passo confortevole
e luci paonazze ridevano dalle finestre accese
ricordando che oggi, oggi è natale.
E' oltrepassare stracci pieni di corpi ad ogni respiro gonfi,
come vele al vento.
E' muschio
su uno specchio d'acqua
sotto il cielo grigio dei tuoi occhi
e piccoli ruscelli di carta stagnola tutto intorno,
come rughe di espressione
sulla tua fronte aperta, come una roccia al sole.
Dissemino ormai quelle vecchie lire da bambina,
anche loro come i miei occhi
hanno cambiato colore.
Non avrei dimenticato il tuo nome.
Lo ripetevo sottovoce, lo urlavo disperata
quando martelli di campane schiacciavano le ore
che le dividevano dal natale.
Dal suonare.
Con allegria le cosce,
le braccia le poppe i tacchi in aria.




Stefania Rubeo

lunedì 28 novembre 2011

Su fili di rasoio


Le nostre notti sono rane gravide,
molluschi viscidi su scogli inquinati
da una postura che appartiene
ai distretti industriali
di una Londra tardo ottocentesca.
Siamo sporchi di fuliggine, sieropositivi,
camaleonti del niente in cui ci infrattiamo.
Abbiamo un senso solo non avendolo.
Premiamo forte sui nostri pedali,
con un solo piede come storpi colpevoli
della propria deformazione.
E parliamo arabo, siamese, brasiliano, italiano
cileno, cingalese, russo e un perfetto inglese,
ma continuiamo a perderci nelle nostre stanze ventilate;
come cappelli riempiamo armadi selezionati,
come feti allarghiamo vulve, squarciando.
Siamo il nero, quello che i mitomani chiamano satana.
Siamo persi in una diaspora,
camminiamo e mai arriviamo.
Siamo i freak, le anime brutte, i mai raccontati.
Soprattutto i mai raccontati.
Siamo la maggior parte degli uomini che attualmente popolano la terra.

North Carolina - E. Erwitt

Maruska Nesti

martedì 23 novembre 2010

VII


Settembre Ottobre Novembre
3 dei mesi crepuscolari
Maggiori nella natura del tempo.
E s'accostano ai morti
Sempre ricontano i volti
Rifugiati nel vento.
45 secondi non giungono
Un'attesa.
Non formano.
E le palpebre rimangono
Incollate ad una numerica sequenza.
Senza l'agone d'eros
Pavane ballate
Diritambi ed ossessi
Dioniso latente
S'abbreviano in stragi
Ne
Contano dello stregone
I morenti fluenti capelli.


Maurizio Calderoni


lunedì 8 novembre 2010

Uscita di sicurezza

Oggi plastica a imbuto su una mattonella, piroetto confusa ad ogni

carezza di ruggine sul cielo. E' ormai tardi, per quella dolce composizione

di fiati di cui parlavi, c' è troppo disordine tra i buongiorno,i buonasera,

i come stai o cosa mangi. Oggi.

Dita di vetro trasparente salutano da un piccolo 
oblò verde campana,

gli occhi cenere di un vecchio mozzicone incastrato nell'erba.

Voglio il sax di domenica a colazione come una rivoltella sul fianco,

voglio offrirti i miei occhi  come un fazzoletto bianco sventolato

dal finestrino di una macchina in corsa e voglio che il cielo, con l'angolo

in alto a destra appena sollevato, ogni giorno, almeno una volta

mi suggerisca:    apri qui.


Stefania Rubeo