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giovedì 1 giugno 2017

Cecità (blindness)








Cecità è l'ultimo progetto collettivo creato dai fondatori di Psike, nell'intento di unire diverse discipline artistiche in un unico video. Il progetto nasce nel 2015, e solo ora è portato a conclusione.

Il tema dell'indifferenza collettiva si sviluppa lentamente, lasciandoci scivolare in un'oblio senza fine, fino a che qualcuno decide di non indossare piu una maschera.

Cecità (blindness)
2017
Video 5.34 minuti
Ideato, montato e diretto da Rafael Vindigni
Con Andrea Giusti e Maruska Nesti
Fotografia di Francesco Gallo e Marco Pieraccini
Prodotto da Psike Firenze

martedì 23 febbraio 2016

Appuntamenti del prossimo finesettimana a #psikeWall


Dopo tutte le iniziative e le tante persone che sono venute a trovarci nello scorso finesettimana, siamo più che felici di invitarvi agli appuntamenti che verrano realizzati alla Collettiva Wall da venerdì 26 febbraio a domenica 29 febbraio.


Si rinizia venerdì 26  febbraio con orario di apertura  20.00 - 24.00


Alle 21 ultima replica della piece teatrale "No sea de amor" di Sandro Fracasso
con Andrea Giusti, Sara Montigiani e Maruska Nesti.
Atto unico, durata: 20 minuti






Sabato 27 febbraio l'orario di apertura sarà 19.00 -24.00


Dalle ore 20 Apericena culturale per raccolta fondi con dj-set dei "Now", jazz sperimentale e onde sonore accompagneranno tutta la serata nella cornice della splendida Limonaia di Villa Vogel.

Per l'Apericena è gradita la prenotazione, scriveteci alla mail psike.firenze@gmail.com, oppure al nostro contatto facebook, o al numero 347 3305223.




A seguire "Push-it", reading a cura di Antonio Bauleo e Maruska Nesti, in cui le varie opere presenti all'esposizione prenderanno parola.



Domenica 28 febbraio l'orario di apertura sarà 15.00-22.00

Alle ore 17.00 sempre con prenotazione (max 20 posti) ma con possibilità di replica:
Il Nemico - letture con Marco Di Costanzo.


Vi aspettiamo ricordandovi l'indirizzo:

Limonaia di Villa Vogel - Via delle Torri 23 - Firenze ( zona Isolotto)

(ampio parcheggio)


sabato 20 febbraio 2016

#PSIKEWALL - 2° giorno



Ed eccoci qua, tutti insieme felici e soddisfatti alla fine del vernissage! 

Ieri sera abbiamo avuto tante visite fra cui anche le istituzioni di quartiere ed alcuni fra gli artisti in esposizione, ringraziamo ancora Federica Gonnelli e Valentina Biasetti per la loro presenza.
E tante, tante persone con commenti positivi.


Vi ricordiamo che oggi la mostra aprirà alle 17, che potete chiedere a noi dello staff informazioni su opere e artisti se ne avete voglia e soprattutto ci teniamo a ricordarvi l'appuntamento con il jazz sperimentale dei "NOW" questa sera alle 21.00!


Intanto anche due foto della giornata: come è iniziata e come è finita.



I ragazzi della logistica


No sea de amor


lunedì 15 febbraio 2016

WALL 19-28 FEBBRAIO 2016




WALL è un’ esposizione collettiva d’arte, in cui vari artisti nazionali e internazionali, selezionati dai curatori dell’Associazione Psike, sono stati invitati a confrontarsi e lavorare su un tema ancora oggi molto attuale: il Muro, i Muri.

Il muro, i muri, le mura sono sempre molto concrete. 
Fermano, dividono, separano e talvolta diventano pericolosamente invisibili. Si trasformano in una extrema ratio che solleva dal gravoso sforzo intellettivo di comprensione e accettazione. Nel 2016 sono 45 i muri di confine nazionali, pochi se paragonati a quelli che costruiamo nelle nostre città, nel nostro paese e dentro di noi. 
Quanti muri abbiamo costruito per difesa o utilità?WALL ricorda che non esiste muro senza un’apertura, fosse solo quella verso il cielo, da cui entra prepotentemente il mondo, la luce e inesorabilmente, anche gli altri. 





Artisti:

Valentina Biasetti, Andrea Cerruto, Alessandra Favetto, Alberto Antonio Foresta, Francesco Gallo, Federica Gonnelli, Peter Hawkins, Janos Huszti, Marco Pieraccini, Caterina Silenzi, Rafael Vindigni. 



19-28 Febbraio
LIMONAIA DI VILLA VOGEL
Via delle Torri 23 - Firenze

Vernissage
19 Febbraio 2016 ore 20.00


La mostra prevede, contemporaneamente all'esposizione, anche performance letterarie, teatrali e musicali:

Venerdì 19 Febbraio ore 21.00
Domenica 21 Febbraio ore 17.00
Venerdì 26 Febbraio ore 21.00
No sea de amor – pièce teatrale di Sandro Fracasso
con Andrea Giusti, Sara Montigiani e Maruska Nesti

Sabato 20 Febbraio ore 21.00
Now! Jazz sperimentale elettronico

Domenica 21 febbraio ore 21.00
Murales sonori – voce e chitarra con Piergiorgio Manuele

Sabato 27 Febbraio, ore 21.00
Push it – improvvisazioni letterarie su testi di Antonio Bauleo e Maruska Nesti

Domenica 28 Febbraio, ore 17.00
Il Nemico - Letture con Marco Di Costanzo
Prenotazione obbligatoria, massimo 20 posti


Orari di apertura dell'esposizione:

Venerdì 19 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 20 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 21 Febbraio - ore 15.00 - 24.00
Venerdì 26 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 27 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 28 Febbraio - ore 15.00 - 22.00

Nei giorni compresi tra il 22 e 26 Febbraio, la mostra è visibile su prenotazione
se si raggiunge il numero di minino 15 persone.
Ingresso Libero / Offerta libera


Ente Organizzatore:

Associazione culturale PSIKE


Per info e prenotazioni:



psike.firenze@gmail.com

giovedì 21 gennaio 2016

Wall 2016 - conosciamo gli artisti : Federica Gonnelli


Fin da piccolissima ha sentito la necessità di creare, identificandola con il desiderio di saper disegnare. "Il disegno è la base per ogni progetto, per ogni creazione in ogni ambito del fare umano, il disegno è la traccia, la radice dalla quale si sviluppa tutto." - dice.

Il gioco è importante quanto la coerenza. Perché la coerenza dell’artista è prima di tutto dentro se stesso, nella sua vita, nel suo percorso e di conseguenza successivamente in ogni sua opera, ma al tempo stesso occorre a ogni opera sapersi mettere in gioco. La razionalità è importante quanto il sogno ; ogni elemento dell’opera ha un suo perché,  i limiti si superano, ma occorre sapersi fermare. Tutto ciò che fa trae liberamente spunto da vissuto, memoria familiare, habitat, sentimenti, arte e dal paesaggio della sua terra, attraversata da confini, contrasti ed intrisa di arte e creatività.
Elementi che implicano necessariamente il mettersi in gioco, prima esternando i  sentimenti e successivamente, molto spesso, esponendosi in prima persona.
(Qui e in ogni altro dove)


Federica Gonnelli sente fortemente la relazione tra l’opera e lo spazio in cui l’espongo e quindi ogni opera vede la luce nel momento in cui ha capito di aver trovato il luogo giusto e tempo giusto per presentarla. La sua ricerca, è volta al superamento dei confini, qualsiasi essi siano, che relegano in compartimenti stagni le varie arti così come i confini che dividono gli individui. "Mi piace pensare di sorpassare in qualche modo con la mia ricerca il limite tra bidimensionalità e tridimensionalità."



(Chi ha paura del vento)

Contemporaneamente la ricerca di spazio mi ha portato ad ampliare i miei progetti e ad affiancare alla realizzazione delle opere tridimensionali: performance, suoni, video proiezioni, installazioni e videoinstallazioni. Nel mio percorso il video mi ha permesso di superare il concetto di contenitore reale presente nella mia opera, acquisendo un contenitore virtuale (il video stesso), nel quale le immagini scorrono fluide, elastiche, pulsanti, vitali, leggere e semitrasparenti. 

(Cos(ci)enza)

"Il mio lavoro permette una molteplice stratificazione di materiali e di interpretazioni che, di volta in volta, privilegiano diverse componenti costitutive. Si può esaminare un'opera dal punto di vista dei materiali utilizzati, soprattutto tessuti e organza, ma anche dal punto di vista dell'immagine, o del rapporto tra questa e linguaggio. Ogni percorso interpretativo finisce per supporne un altro, così che non possa mai dirsi completamente esaurita la lettura.
Il senso dell'opera d'arte, è nella stratificazione di trasparenze: la “densità” di un'opera deve consentire di intravedere quanto è oggetto della rappresentazione. Non deve, la rappresentazione sostituirsi all'oggetto rappresentato, essere cioè troppo densa e opaca, ma al tempo stesso non può nemmeno diventare una trasparenza pienamente penetrabile, di nessuna densità, togliendo consistenza all'opera. La rappresentazione deve lasciarsi attraversare."


(Io testimonio- dei delitti e delle pene )

giovedì 12 giugno 2014

"Questioni di famiglia" - qualche nota dal CCC Strozzina


Undici gli artisti internazionali invitati a rappresentare la loro idea di famiglia secondo una visione contemporanea presso l'ultima collettiva di arte contemporanea realizzata alla Strozzina di Firenze.
I diversi progetti fanno emergere particolari aspetti concettuali a seconda dell'artista, della sua specializzazione ed esperienza individuale.





La distanza dai propri cari è ciò che notiamo negli  scatti di John Clang che utilizza proiettare e completare dei video ripresi da Skype, in modo da fotografare i soggetti vicini come una foto di famiglia. Ciò tende a sottolineare, con una visualità di impatto, quanto nonostante le centinaia di chilometri di distanza e i mondi diversi in cui si vive quotidianamente, esista una dimensione di tempo fuori dal tempo, che vede la famiglia sempre insieme.



Chrischa Oswald tenta di rompere gli schemi della tradizionalità in due video opposti e speculari, dove, alternativamente, con la madre si lasciano andare a delle lunghe "leccate" dei loro volti, così come potrebbero fare dei gatti. La condizione di uomo-animale viene esaltata in questo gesto, con qualche fastidio nella visione e con molte cose da osservare tra la differenza dell'esecuzione del gesto tra madre-figlia e figlia-madre.







 Lo spazio nero di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini vuole invece sottolineare in diversi aspetti l'inesistenza di una vera famiglia: piatti rotti su un tavolo con posate disegnate, stencil alle pareti con quadro speculare che chiude un cerchio di persone o libri attaccati alla parte alta delle mensole di una libreria. Non può nell'attraversare questo spazio, non tornare alla mente la scenografia di Dogville e una certa tensione crudele all'interpretazione degli spazi famigliari e di ciò che è definita "casa". Sicuramente, questa installazione, è meglio comprensibile conoscendo la storia individuale dell'artista. 




C'è poi chi come Courtney Kessel ricerca un'equilibrio posizionando divesi pesi su un'altalena dove sta seduta la figlia.
Quello che ci ha fatto riflettere  maggiormente è l'equilibrazione del tempo individuale delle due personalità riprese. Crediamo sia ciò che viene  rappresentato in questo video. Partendo da un asse con i loro due corpi che fanno da contrappeso, la madre viene messa a terra dalla sua mole. Via via che al lato della figlia vengono sommati libri, colori, giocattoli interessi, il peso viene equiparato e si raggiunge quindi l'equilibrio dell'altalena, rendendo la figlia autonoma e indipendente dalla sola presenza della madre.
Un ottimo lavoro davvero!





Gli splendidi scatti di Nan Goldin narrano vite e ricordi.Raccontano di cose che spesso non ci aspettiamo di vedere, con una realisticità ottenuta da un uso sapiente della luce più che di ritocchi post-produzione. Molto interessante anche il video che correla l'esposizione fotografica, che ci fa riflettere su l'infanzia e la possibilità di renderla estremamente creativa.




Vedere le realizzazioni della Strozzina è sempre di gran riflessione, sia per i temi trattati che per la cura generale dell'esposizione.
Unica pecca è il concentrarsi troppo spesso solo su foto e video. Poter vedere anche delle ottime pitture e sculture non sarebbe male. Ma questa è più un'insensata richiesta personale.
Se capitate a Firenze quindi, non perdetevi quest'esposizione.


Rafael Vindigni - Maruska Nesti

Tutti i dettagli su www.strozzina.org

domenica 10 novembre 2013

Corpus Hominis: quattro sguardi sotto l’epidermide


Dettagli

Cominciamo dall’inizio. La doppia vetrina della Galleria Simultanea si affaccia su una Via San Zanobi abbastanza movimentata. Firenze ha il suo bel traffico di motori, piedi e volti.

La mostra attualmente allestita nelle tre stanze della galleria si intitola Corpus Hominis – il corpo dell’uomo – e sarà visitabile fino al 13 Novembre 2013.
A curarne la selezione degli autori e delle opere, come l’allestimento, sono stati Alessio Santiago Policarpo e Carina Hörner.
Pareti bianche d’intonaco e una cassa in legno, nessun altro orpello, si lascia così alle opere il meritato spazio per essere guardate e studiate. L’illuminazione è buona e questa è una cosa che apprezzo sempre molto in un’esposizione.
Corpus Hominis, un titolo che riporta in maniera diretta al Corpus Domini, la solennità che celebra la reale presenza di Cristo nell’eucarestia. Gesù è lì, nell’ostia data ai fedeli. Quindi anche l’Uomo, l’essenza più profonda dell’umanità risiede lì, in queste opere che contengono il nostro corpo.
La mostra è una collettiva di giovani artisti che nelle loro opere hanno rappresentato l’ancestrale dialettica tra materia e spirito, corpo e anima, attraverso ricerche individuali e artistiche molto differenti, sia nei messaggi che scaturiscono dalle loro opere, sia per le diverse tecniche usate.
Si passa dai dipinti di fumo su vetro o plexiglass di Giovanni Serafini, alle polaroid di Azzurra Guerrini, dal dipinto di Edoardo Figara, con tutto lo studio di bozzetti precedente l’opera, fino alle incisioni di Lucrezia Traversi.
Si sa, è cosa nota, il corpo è sempre stato al centro delle arti visive fin dalla notte dei tempi. Esso è il centro stesso dell’esperienza creativa, sia nella ricerca della riproduzione manieristica, nel senso di una ricerca della perfezione formale, sia come movimento verso la trascendenza e il superamento dei limiti stessi della corporeità. Ancora oggi vedo che è così.
Come dicevo all’inizio, cominciamo dall’inizio.


Nella prima sala troviamo le opere di Giovanni Serafini, giovane artista, ricercatore in Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Siena e appassionato di psicologia junghiana e teologia cristiana: tre pannelli in plexiglass (Esaltazione;Speranza; Pazienza, 2011) e uno in vetro (Autos Galeotto, 2011). Nudi maschili creati con una tecnica molto interessante: le immagini sono impresse su queste superfici trasparenti con l’annerimento che provoca il fumo di candele o accendini. L’effetto liquido ricorda la china, ma è a livello sia di risultato che di contenuto che il lavoro del Serafini acquista spessore e valore. L’effetto ottenuto ricorda in maniera chiara l’uso delle ombre del Caravaggio e i soggetti ritratti, oltre ad essere riconducibili ad autoritratti, hanno netti richiami a temi classici come San Sebastiano e il sileno Marsia, scuoiato per la sua superbia dal Dio Apollo.
Le immagini sono disegnate con precisione, quasi come impresse su carta fotografica lungamente esposta.



Il tema del “due” che l’artista concettualizza nella sua opera è legato alla figura umana e si riconduce a un esistenzialismo di radice cattolica: la fragilità della bellezza della vita umana, degli affetti, della materia; la lacerazione tra l’abisso del nichilismo e l’impossibilità di afferrare l’idea del divino; la vanità delle apparenze, quasi sempre punite.
Ma è nella tecnica usata che mi piace soffermarmi, nella sua unione tra realizzazione, metodo e significato nascosto. L’annerire col fumo una superficie trasparente, riconduce al bruciare delle nostre energie umane verso la realizzazione di un ruolo, di una identità che si vede poi limpidamente all’esterno con le sue macchie e le sue luci. Un disegnare se stessi su una tavola spirituale che poi mostreremo agli altri e a Dio. Rimangono spazi bianchi che abbagliano e oscurità che cancellano virtù e alimentano il mistero della nostra complessità umana.





Salendo un gradino arriviamo nella seconda sala, sui muri intonacati di bianco la serie di polaroid “ Corpi e Anticorpi” e il collage fotografico “Ermafrodito” di Azzurra Guerrini, ventitreenne studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.
“Ermafrodito”, a colpo d’occhio, è il primo che cattura l’attenzione. Due corpi uno maschile, fotografato di spalle, e uno femminile, fotografato frontalmente, montati a costruire un unico corpo senza testa né gambe. L’effetto di corpo unico è molto riuscito: i due modelli ritratti sono gemelli, con tratti fisici quindi simili. L’intento dell’artista è trasmettere quel senso di doppia sessualità che ormai caratterizza la nostra formazione sociale dopo la perdita dei ruoli classici dell’era pre-moderna. 

La convivenza in ognuno di noi di entrambe le caratteristiche tipiche di genere che vivono in un equilibrio costruito incollando e conoscendo il dettaglio. La serie di “Corpi e Anticorpi” è composta da due fotografie di maggiori dimensioni che ritraggono un corpo maschile di schiena, che ricorda lo studio sui corpi di Mapplethorpe, ma con una particolare intensità sulle mani che sembrano riprese su un altro piano; e un corpo di donna, frontale, sensuale, in cui i dettagli della stampa sono molto ben definiti.
Interessanti anche le altre polaroid della stessa serie, di dimensione più piccole, in cui un corpo nudo di donna di sposta su un letto con lenzuola bianco, non occupandolo mai totalmente, anzi conquistando angoli con solo particolari, ginocchia, sedere o schiena. La Guerrini racconta la sua poetica come un percorso turbolento e irrequieto iniziato durante l’adolescenza e che l’ha portata a non aver nessun preconcetto sulla nudità, la quale da lei è considerata più che un’idea di ricerca di bellezza, una ricerca di cose che destano interesse 
oltre le esacerbate volgarità e ovvietà che ci circondano.

Adesso attraversiamo la porta senza porta ed eccoci nell’ultima stanza che ospita i lavori di Lucrezia Traversi e di Edoardo Figara.



Lucrezia Traversi
, pittrice fiorentina ventiduenne espone tre suoi lavori: un dipinto e due incisioni. Il dipinto“Belladonna” ritrae una donna sinuosa, sensuale e carnale che svela nella sua nudità un arcano pericolo. L’essenzialità del corpo corrisponde ad un veicolo che talvolta inganna e si/ci nasconde. Il titolo di quest’opera richiama una pianta usata in omeopatia per scopi curativi, ma che nella sua forma naturale è velenosa, anzi letale. Le due incisioni “Lo spettro” e “La nascita di Venere” dimostrano le competenze tecniche dell’artista. In “Lo Spettro”, una figura femminile parzialmente nuda, quasi incorporea, si mostra coperta da uno scudo quasi deformato dal soffio vitale che scaturisce dall’anima umana della donna. Lucrezia Traversi presenta, a differenza degli altri due artisti per ora presentati un lavoro più classico. Ella ritiene che l’arte sia un concetto universale e condiviso prima che personale. I suoi lavori sono frutto di pensieri e visioni che trovano forma nell’arte classica, rinascimentale e barocca.




E poi sulla parete di fronte, il quadro – acrilico su juta – di Edoardo Figara, grossetano studente all’Accademia di Belle arti di Roma.
Crocifissione opera ideata e creata specificatamente per questa mostra. I richiami nella tecnica alfuturismo, svuotato dalla concettualità ideologica di quel movimento, ma presente nel tratto e l’ispirazione ai volti taglienti di Francis Bacon sono ben mescolati a una componente ideativa e di realizzazione personale. Un bacio conturbante che due individui si scambiano proprio all’altezza dei genitali della figura principale crocifissa senza chiodi. Quasi auto-immolata. L’artista lontano dal voler provocare o scandalizzare, rappresenta la corporalità in due suoi sentire antitetici: il dolore e il piacere. Molto interessante la serie di bozzetti dello studio al dipinto: lupi-angosce da cui fuggire, contraendo il corpo, particolari di muscoli o di 
posizioni sessuali.



Ok, adesso esco. Torno nel buio del pomeriggio, nei fari, nelle luci arancioni e verdi, nel groviglio di corpi in movimento verso un qualcosa, un obiettivo che sia anche solo se stessi. C’è rumore fuori. Dentro era tutto così silenzioso.
Poi penso: “Ogni artista riesce a creare, partendo da una similare base genetica di neuroni sensitivi recettivi, unici immaginari di visione e percezione sulle cose del mondo. Elabora informazioni comuni a tutti per estraniare un senso altro. Spesso non visto."
Quante storie che conoscono i corpi degli uomini.




Maruska Nesti



mercoledì 15 maggio 2013

Scarabocchi 3D


Da giovedì’ 16 maggio alle ore 18 gli “Scarabocchi 3d” dell'amico artista Marco Viola occuperanno il salone “Contesta Rockair” di via di San Quirico 38 a/b a Firenze.

Si tratta di creature metalliche da compagnia, “scarabocchi”, nati non da una penna, ma da fili di metallo che delineano nello spazio forme 
tridimensionali di umana somiglianza.

Gli “Scarabocchi 3d” sono oggetti d'arredo, opere d'arte, ciascuna delle quali è un pezzo unico, poiché nasce da un gesto estemporaneo senza alcun progetto; alla base c’è solamente un’ispirazione estetica attorno alla quale la 
materia viene plasmata.



L’installazione, ad ingresso libero, sarà inaugurata alle 18, alla presenza dell’artista, con un evento che prevede un concerto live raggamuffin, una selezione musicale a cura di DJ Mendosa ed un aperitivo offerto a tutti gli intervenuti.
Marco Viola, calabrese di origine e fiorentino di adozione, non ama definirsi uno scultore: lo scultore toglie, mentre lui aggiunge, o, meglio, dispiega ed aggroviglia: la sua tecnica è quella dello “scarabocchio”, ma, anziché la penna, usa fili di metallo che delineano nello spazio forme in tre dimensioni di sembianza umana. Più che uno scultore, Marco è un cultore della materia, che intreccia sapientemente e pazientemente fino a creare forme giocose, sensuali 
o, anche, misteriose.




lunedì 22 aprile 2013

Il Sopruso Silente: mostra collettiva benefica ed itinerante.

Cari Amici, 
siamo più che felici di invitarvi alla collettiva di arte contemporanea sia figurativa che letteraria "Il Sopruso Silente", curata dal Collettivo Artistico Non Cresco Più, con cui noi psikiani abbiamo collaborato alla realizzazione della data fiorentina.

Questa mostra ha due particolarità di rilievo: la prima è che è una mostra che gira l'Italia, la prima esposizione è avvenuta al Centro Sociale La Resistenza di Ferrara, in cui si è fermata per otto giorni con un ottimo riscontro di pubblico.
La seconda particolarità è che ha un fine benefico. Infatti durante la mostra sarà possibile, per chi lo vuole, donare anche solo un euro all'Associazione Pantagruel di Firenze, che si occupa di gestire laboratori riabilitativi nel carcere di Sollicciano qui a Firenze. Troverete quindi un punto vino a offerta libera ed inoltre sarà possibile anche prenotare delle visite guidate dal curatore della mostra, Sandro Fracasso, ad offerta libera.

Il 3 Maggio, venerdì sera alle 21.30, ci sarà un reading poetico degli autori presenti alla mostra e di poesie di detenuti ed ex detenuti.
Il 4 maggio, sabato pomeriggio alle 15.30, ci sarà il concerto della cantautrice Rebi Rivale,vincitrice del Premio Speciale Amnesty International sezione musica nel 2011 e nel 2013 .

Per tutti i dettagli vi lascio il link al 



         Comunicato Stampa



lunedì 25 marzo 2013

Selezione "Il Sopruso Silente" - Firenze





Amici, conoscenti e sconosciuti,
ci rivolgiamo a voi soprattutto se siete artisti o fruitori di arte contemporanea.

L'associazione Psike in collaborazione con il Collettivo artistico Non cresco più, ideatore del progetto, ha aperto la selezione per opere figurative e letterarie, da esporre durante la mostra collettiva itinerante "Il Sopruso Silente" che avrà tappa a Firenze il 3 e 4 Maggio 2013.

Vi invitiamo a confrontarvi col tema proposto ed a inviarci le vostre opere.
Al seguente link, troverete tutte le informazioni necessarie.


Grazie dell'attenzione, a presto!














martedì 12 febbraio 2013

Resoconto per noi e voi

clicca QUA per vedere l'album

L'hotel è alle spalle ora.
E' passata una settimana e quello che rimane è il sopore di sogno delle vacanze riuscite. Nonostante per noi organizzatori sia stato tutto tranne una vacanza.
La soddisfazione per la buona riuscita probabilmente dipende anche da questo.
Ringraziamo tutti gli artisti che hanno partecipato e collaborato con noi e che soprattutto sono venuti a trovarci, permettendoci di conoscere nuove belle persone e la loro arte più profondamente.
Ovviamente ringraziamo chi è passato e chi è ripassato a visitarci, le persone conosciute durante la mostra.
Qui a fianco, sulla vostra destra, c'è il link per scaricare gratuitamente il catalogo dell' Hotel Gilgamesh, corredato di un breve racconto.
A breve le foto e le interviste.

Intanto un'unica e ultima cosa:

Viva la curiosità

domenica 27 gennaio 2013

Hotel Gilgamesh #3




Il pendolo oscilla. 
No, mi sembra impossibile, sta oscillando molto veloce adesso. E’ feroce, verace, questo dondolio. Il presente è un figlio di puttana. E’ presente adesso e un secondo dopo non più. Un ciclo che si rinnova ad ogni istante e a pensarlo troppo ti fa impazzire. Verrebbe voglia di spararsi, o di lanciare pietre sul pelo dell’acqua solo per aspettare che cambi il momento.

C’è un treno in arrivo, lo sento, mi prude il cuore e il mignolo destro.
Ferite diverse, eppure ferite.



Ex Chiesa San Carlo dei Barnabiti
Via S. Agostino 23
Firenze

Venerdì 1 Febbraio 20.00-24.00
Sabato 2 Febbraio 17.00-24.00
Domenica 3 Febbraio 14.00-20.00

mercoledì 16 gennaio 2013

Hotel Gilgamesh #1

Ho occhiaie dipinte da migliaia di giorni e il mare è una scorza vestita di scuro.
Le stelle, galassie, con una loro andatura e il mare è una veste dipinta di scuro.

Siamo in attesa. 
Tutti gli ospiti dell'hotel lo stanno aspettando. Gli ho fatto vedere alcune delle fotografie più famose di lui e, a parte i soliti misantropi autistici, gli altri sono stati pervasi da una certa fibrillazione. Sia gli uomini che le donne. L'effetto è stato paritario.
Ho dovuto dirglielo. Sì, è stata una mia scelta. Io l'ho contattato!
Se fosse arrivato d'improvviso avrebbero pensato che fosse uno come loro: catapultato qua da un destino che ha messo mano alle loro vite precedenti. 
Un altro disperso in questo frammento di spazio sconosciuto.
No. Lui arriva qui volontariamente. Precettato dalla mia richiesta di cambiare lo status quo, per primo quello architettonico e urbanistico, e poi, sono sicura, modificherà lo stato delle relazioni di noi abitanti di questo colle amorfo, babelico, spesso psicopatico.

La signora della stanza 413 è venuta dieci minuti fa, qui al banco della hall, a chiedermi se c'è un orario preciso di arrivo. Le ho risposto di no. Impossibile dire quando gli scambi dei binari direzioneranno il treno verso di noi. Il capostazione, un nano vestito di verde, col cappello rigido e un ghigno sul muso, gli indicherà la strada più rapida per giungere all'Hotel Gilgamesh. 

Io sarò qui, come sempre.



"Hotel Gilgamesh"

Ex Chiesa San Carlo dei Barnabiti
Via S. Agostino, 23
Firenze

1-2-3 Febbraio 2013