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lunedì 15 febbraio 2016

WALL 19-28 FEBBRAIO 2016




WALL è un’ esposizione collettiva d’arte, in cui vari artisti nazionali e internazionali, selezionati dai curatori dell’Associazione Psike, sono stati invitati a confrontarsi e lavorare su un tema ancora oggi molto attuale: il Muro, i Muri.

Il muro, i muri, le mura sono sempre molto concrete. 
Fermano, dividono, separano e talvolta diventano pericolosamente invisibili. Si trasformano in una extrema ratio che solleva dal gravoso sforzo intellettivo di comprensione e accettazione. Nel 2016 sono 45 i muri di confine nazionali, pochi se paragonati a quelli che costruiamo nelle nostre città, nel nostro paese e dentro di noi. 
Quanti muri abbiamo costruito per difesa o utilità?WALL ricorda che non esiste muro senza un’apertura, fosse solo quella verso il cielo, da cui entra prepotentemente il mondo, la luce e inesorabilmente, anche gli altri. 





Artisti:

Valentina Biasetti, Andrea Cerruto, Alessandra Favetto, Alberto Antonio Foresta, Francesco Gallo, Federica Gonnelli, Peter Hawkins, Janos Huszti, Marco Pieraccini, Caterina Silenzi, Rafael Vindigni. 



19-28 Febbraio
LIMONAIA DI VILLA VOGEL
Via delle Torri 23 - Firenze

Vernissage
19 Febbraio 2016 ore 20.00


La mostra prevede, contemporaneamente all'esposizione, anche performance letterarie, teatrali e musicali:

Venerdì 19 Febbraio ore 21.00
Domenica 21 Febbraio ore 17.00
Venerdì 26 Febbraio ore 21.00
No sea de amor – pièce teatrale di Sandro Fracasso
con Andrea Giusti, Sara Montigiani e Maruska Nesti

Sabato 20 Febbraio ore 21.00
Now! Jazz sperimentale elettronico

Domenica 21 febbraio ore 21.00
Murales sonori – voce e chitarra con Piergiorgio Manuele

Sabato 27 Febbraio, ore 21.00
Push it – improvvisazioni letterarie su testi di Antonio Bauleo e Maruska Nesti

Domenica 28 Febbraio, ore 17.00
Il Nemico - Letture con Marco Di Costanzo
Prenotazione obbligatoria, massimo 20 posti


Orari di apertura dell'esposizione:

Venerdì 19 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 20 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 21 Febbraio - ore 15.00 - 24.00
Venerdì 26 Febbraio - ore 20.00 - 24.00
Sabato 27 Febbraio - ore 17.00 - 24.00
Domenica 28 Febbraio - ore 15.00 - 22.00

Nei giorni compresi tra il 22 e 26 Febbraio, la mostra è visibile su prenotazione
se si raggiunge il numero di minino 15 persone.
Ingresso Libero / Offerta libera


Ente Organizzatore:

Associazione culturale PSIKE


Per info e prenotazioni:



psike.firenze@gmail.com

giovedì 11 febbraio 2016

WALL 2016: RAFAEL VINDIGNI




Biografia
Nato a Cantaura (Venezuela) nel 1978. Ha vissuto la maggior parte della sua vita a Modica, in Sicilia, fino al 2007 quando si trasferisce definitivamente a Firenze. Inizia ad appassionarsi al mondo artistico, e finiti gli studi tecnici si iscrive all'Accademia di Belle Arti - sezione pittura - dove conclude gli studi con una tesi riguardante le “Incisioni Fantastiche”. A Firenze contribuisce alla realizzazione della rivista Il Malpensante; successivamente, insieme ad altri esperti del settore artistico, fonda l'associazione culturale Psike

Titolo Opera:
Memento Mori
50 x 46 cm
grafite e pastello su cartoncino
2015




Concept:
Durante le ore notturne si modificano le nostre percezioni con lambiente esterno, riusciamo a percepire il nostro essere e il nostro corpo come unentità diversa rispetto allattività di vita quotidiana, siamo capaci di ritrovarci soli con noi stessi, ed elaboriamo pensieri, idealizzando avvenimenti e cercando soluzioni. Le figure in contesti notturni si isolano da qualsiasi entità animata e diventano parte integrante dellintero universo. Solo in questa fase silenziosa iniziano a riaffiorare i pensieri, la memoria.

In Memento Mori la donna rappresentata abbraccia con intensità un teschio, mentre assume una posizione fetale, espliciti richiami alla vita e alla morte. La relazione tra le due figure vuole indagare sia sulla memoria dei singoli soggetti ma anche sull’impossibilità di riuscire a creare una comunicazione, alzando così un muro creato dalla convivenza nello stesso istante di due diversi stati dell’essere.

Questo abbraccio è la consapevolezza della fine di una vita e il continuo di unaltra, un cambiamento che diventa ciclico.
I due momenti pur essendo legati strettamente uno all’altro si definiscono come entità singole ma imprescindibili, l’essere appartiene alla sfera della vita o della morte ma non può esistere uno senza l’altro. Un confine concettuale, spirituale, ideologico delimita le due entità, isolate da una parte o dall’altra solo con la propria coscienza.



giovedì 14 maggio 2015

Young artist: Pete Hawkins

Pete Hawkins
Nato nel 1980 a Panama. Vive e lavora a Londra.
Born on 1980 in Panama. Lives and works in London.




Rafael Vindigni - Quello che sorprende di più del tuo lavoro sono i supporti su cui dipingi. Da cosa nasce questa idea?
Peter Hawkins - Ho iniziato a dipingere superfici diverse, perché la superficie collegava il soggetto e il tema dei dipinti. Per esempio ho dipinto sopra un banco di scuola, perché è quello che era il vostro tempo a
scuola.
Inoltre mi piace lavorare su legno.

RV - Assembli tu le tavole di legno?
PH - Si, li assemblo io. Li compro da cantieri di bonifica nella zona est di Londra. Di solito hanno bisogno di essere strofinati e levigati perché sono molto sporche.
Poi li taglio a misura e li metto insieme.

RV - L'idea pittorica nasce in base al supporto o è il supporto ad essere creato in base a quello che vuoi rappresentare?
PH - Penso che sia un pò di entrambi. A volte trovo qualcosa di interessante da dipingere, come una porta o un finestrino della macchina e poi l'idea viene in base al pezzo trovato.

RV - Tra i tuoi soggetti compaiono spesso poliziotti, militari in mimetica, squadre d'assalto e mezzi d'aviazione. Perché? Vogliono attaccarci o ldifenderci?
PH - Credo sia una cosa nostalgica per me. Sono sempre stato interessato ad astronauti e viaggi nello spazio da quando ero un ragazzino. Anche la seconda guerra mondiale è stata molto interessante per me. Con i soldati e la polizia dò allo spettatore una chiara idea di autorità che sfida il senso del dipinto.



RV - Spesso appaiono astronauti e antenne che scrutano lo spazio. Come concepisci l'universo?
PH - Penso che l'universo è infinito, e la nostra è una parte molto piccola. Ma credo che gli esseri umani e la terra sono unici e non ci sono altre forme di vita avanzate come noi nello spazio.

RV - I tuoi soggetti sono solitamente girati di spalle o indossano una "maschera". Perché nascondi la loro identità?
PH - Perché significa che lo spettatore può creare nella sua mente chi è quella persona. Questo lo rende diverso per ogni fruitore.

RV - Come concepisci le situazioni surreali dei tuoi personaggi?
PH - Sogno di loro a volte o ubriacandomi...

RV - Hai mai pensato di entrare in una casa e dipingere su tutte le porte che trovi?
PH - Sì, ma non l'ho ancora fatto...

RV - Parlaci di quando dipingi. La tua tecnica? Il momento in cui lavori? Se hai dei riti particolari prima e dopo aver concluso un'opera?
PH - Io uso pitture ad olio e tratto tecniche abbastanza classiche, atelier, vetrai, ecc. Mi piace buona luce, musica ad alto volume, un buon caffè, e avere una birra quando ho concluso.



RV - Qualcosa sulla situazione politica di Panama?
PH - Tagliente in modo amichevole.

RV - Europa in 3 parole.
PH - Cibo, vino, nuoto.

RV - Infine, come metti un elefante in frigorifero in 3 mosse.
PH - Un'ottima domanda.
Vorrei... 1- mettere una nocciolina nel frigo. 2- Guidare un camion a forma di topo a 67,5 miglia per ora sull'elefante. 3- Chiudere la porta.




Original Interview.

Rafael Vindigni - What is surprising about most of your work is the media on which you paint.Where does this idea?
Pete Hawkins - I started painting different surfaces because the surface related to the subject and theme of the paintings. For instance I painted on school desk tops because the paintings were about your time at school.
Also I like working on wood.

RV - Do you assemble the wooden boards?
PH - Yes I do assemble them. I buy them from reclamation yards in east London. They are usually need to be scrubbed down and sanded as they are very dirty. Then I cut them to size and put them together.



RV - The idea of painting was born according to themedia or themedia is to be created on the basis of what you want to represent?
PH - I think it’s a bit of both. Sometimes I find something interesting to paint on, like a car door or a car window and then the idea will come from finding that.

RV - Among your subjects often appear policemen, soldiers in camouflage, assault teams and transport aviation.Why? They want to attack or defend ourselves?
PH - I think that is a nostalgic thing for me. I was always interested in astronauts and space travel when I was a kid. The second world war was also very interesting to me. With the soldiers and police it gives the viewer a clear idea of authority and that challenges the meaning of the painting.

RV - Often appear astronauts and antennas that scan the space. How to conceive you the universe?
PH - I think the universe is endless which makes us a very small part. But, I think humans and earth are unique and there are not other advanced life forms like ourselves in space.



RV - Your subjects are usually filmed from behind or wearing a "mask".Why you hide their identity?
PH - Because it means the viewer can make up in their mind who that person is. It makes it different for every viewer.

RV - How to conceive the surreal situations of your characters?
PH - I dream about them sometimes or by getting drunk...

RV - Have you ever thought to enter in a house and paint on all doors that are?
PH - Yes but I have not done that yet...

RV - Tell us about when you paint. Your technique? The moment in which you work? If you have any special rituals before and after completing a work?
PH - I use oil paints and I use quite classical techniques like atelier and glazing etc. I
like good light, loud music, good coffee. I like to have a beer when its finished.



RV - Something on the political situation in Panama?
PH - Edgy in a friendly way.

RV - Europe in 3 words.
PH - Food, wine, swimming.

RV - Finally, tell us how you put an elephant into a refrigerator in 3 moves.
PH - A very good question.
I would... 1. put a peanut it the fridge. 2. Drive a truck in the shape of a mouse at 67.5 miles per hour at the elephant. 3. Shut the door.





R. Vindigni
www.pete-hawkins.co.uk




giovedì 12 giugno 2014

"Questioni di famiglia" - qualche nota dal CCC Strozzina


Undici gli artisti internazionali invitati a rappresentare la loro idea di famiglia secondo una visione contemporanea presso l'ultima collettiva di arte contemporanea realizzata alla Strozzina di Firenze.
I diversi progetti fanno emergere particolari aspetti concettuali a seconda dell'artista, della sua specializzazione ed esperienza individuale.





La distanza dai propri cari è ciò che notiamo negli  scatti di John Clang che utilizza proiettare e completare dei video ripresi da Skype, in modo da fotografare i soggetti vicini come una foto di famiglia. Ciò tende a sottolineare, con una visualità di impatto, quanto nonostante le centinaia di chilometri di distanza e i mondi diversi in cui si vive quotidianamente, esista una dimensione di tempo fuori dal tempo, che vede la famiglia sempre insieme.



Chrischa Oswald tenta di rompere gli schemi della tradizionalità in due video opposti e speculari, dove, alternativamente, con la madre si lasciano andare a delle lunghe "leccate" dei loro volti, così come potrebbero fare dei gatti. La condizione di uomo-animale viene esaltata in questo gesto, con qualche fastidio nella visione e con molte cose da osservare tra la differenza dell'esecuzione del gesto tra madre-figlia e figlia-madre.







 Lo spazio nero di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini vuole invece sottolineare in diversi aspetti l'inesistenza di una vera famiglia: piatti rotti su un tavolo con posate disegnate, stencil alle pareti con quadro speculare che chiude un cerchio di persone o libri attaccati alla parte alta delle mensole di una libreria. Non può nell'attraversare questo spazio, non tornare alla mente la scenografia di Dogville e una certa tensione crudele all'interpretazione degli spazi famigliari e di ciò che è definita "casa". Sicuramente, questa installazione, è meglio comprensibile conoscendo la storia individuale dell'artista. 




C'è poi chi come Courtney Kessel ricerca un'equilibrio posizionando divesi pesi su un'altalena dove sta seduta la figlia.
Quello che ci ha fatto riflettere  maggiormente è l'equilibrazione del tempo individuale delle due personalità riprese. Crediamo sia ciò che viene  rappresentato in questo video. Partendo da un asse con i loro due corpi che fanno da contrappeso, la madre viene messa a terra dalla sua mole. Via via che al lato della figlia vengono sommati libri, colori, giocattoli interessi, il peso viene equiparato e si raggiunge quindi l'equilibrio dell'altalena, rendendo la figlia autonoma e indipendente dalla sola presenza della madre.
Un ottimo lavoro davvero!





Gli splendidi scatti di Nan Goldin narrano vite e ricordi.Raccontano di cose che spesso non ci aspettiamo di vedere, con una realisticità ottenuta da un uso sapiente della luce più che di ritocchi post-produzione. Molto interessante anche il video che correla l'esposizione fotografica, che ci fa riflettere su l'infanzia e la possibilità di renderla estremamente creativa.




Vedere le realizzazioni della Strozzina è sempre di gran riflessione, sia per i temi trattati che per la cura generale dell'esposizione.
Unica pecca è il concentrarsi troppo spesso solo su foto e video. Poter vedere anche delle ottime pitture e sculture non sarebbe male. Ma questa è più un'insensata richiesta personale.
Se capitate a Firenze quindi, non perdetevi quest'esposizione.


Rafael Vindigni - Maruska Nesti

Tutti i dettagli su www.strozzina.org

venerdì 22 novembre 2013

Ron Mueck - Più reale del reale











Nasce in Australia da genitori tedeschi, e dopo aver girato per gli Stati Uniti, vive a Londra, e per almeno vent'anni possiamo considerare che non ha avuto nulla a che fare con il “mondo dell'arte”.



In realtà l' antecedente esperienza di Ron Mueck è nel mondo del cinema e della pubblicità (ricordo film come “The Storyteller” e “Labyrinth”), per cui realizzava  gli effetti speciali utilizzando siliconi e materiali acrilici, che lo hanno condotto ad un padronanza unica nel suo genere.

Tra il 1996 e il 1997 decide di applicare queste sue tecniche in altri ambiti, e così nel 1997 Ron Mueck fa un grande ingresso nel campo dell'arte con la mostra “Sensations: Works of art from the Saatchi Collection” alla Royal Accademy di Londra, una collettiva che contava altre importanti figure come Damien Hirst, Jenny Saville, i fratelli Chapman, ecc.


Le sue sculture sono molto più che la semplice rappresentazione del corpo umano, dove ogni singola parte di pelle, ogni singolo brufolo e ogni singolo capello viene analizzato, per giungere ad una figura a cui manca solo l'alito vitale.
La maggior parte delle sue scultura è ripresa in momenti privati e importanti, come potrebbe essere una gravidanza allo stadio avanzato o una fase dell' invecchiamento, degli attimi intimi di coppia o semplicemente un autoritratto dell'autore con occhiali da sole e costume, che se ne sta su un materassino a galleggiare nel vuoto.
Ma le sue opere non presentano mai tratti violenti o scene di sesso. Ron Mueck si limita a rappresentare semplicemente quello che lo circonda, quello che può circondare chiunque, con delle sculture di dimensioni piccole o gigantesche, in un atmosfera carica di silenzi e scambi di sguardi.



Rafael Vindigni
Fonti varie

venerdì 19 luglio 2013

Humans | Animals


Sheepgirl (omaggio a Goya)
pastello su carta
Non si può non ammetterlo: prima o poi i cambiamenti avvengono.
Avvengono senza un nostro preciso comando, senza una nostra volontà.
Non ci si spiega come. Avvengono.

Nuova Identità
tecnica mista su tele e cartone
Quando ciò capita non sappiamo come sarà il futuro. Saremo noi stessi a modificarci, sia dentro che fuori. Diventeremo dei semi-dei o dei semi-mostri. Chissà a chi spetterà il compito di poterlo giudicare. Forse ci affideremo ancora a qualche Dio?
Sta di fatto, che presto saremo la vera bestia che celiamo dentro e che abbiamo sempre nascosto dietro la maschera del nostro volto.
In questo modo non saranno più necessarie le menzogne!

Istituzione
tecnica mista su tela
Ma se da una parte l'umano si trasforma per diventare qualcosa di diverso da quello che potremmo comunque immaginare, dall'altra parte gli animali, stanchi di subire e sottomettersi, iniziano ad assumere parte del carattere umano.
Iniziano quindi a capire che per essere del tutto felici, devono prima distruggere l'uomo e forse dopo continuare ad attaccare sé stessi, così, per svago.

Pettirosso da combattimento
Olio su tela
Cominciano così ad utilizzare le stesse armi dell'uomo, contro l'uomo.
Ora, guardandoci attorno possiamo notare una folta schiera di teneri animaletti pronti a rilasciare quel missile o quella bomba.

Sotto il peso delle ali
tecnica mista su tela
 A che serve nascondersi?
Il cambiamento è in atto. Qualcun'altro prenderà il nostro posto, divertendosi a sottomettere e deridere chi è più debole, o restando a guardare la partita degli oranghi in tv la domenica.
I cambiamenti avvengono.
Prima o poi, avvengono.


Asino d'assalto
olio su tela


Rafael Vindigni

mercoledì 2 gennaio 2013

Graffito a Gogò!!! Who is Banksy?



Street art è il nome dato dai media per definire l'arte che si svolge, legalmente o illegalmente per strada, con l'ausilio delle tecniche più disparate.
A quasi 30 anni dalla sua comparsa questo fenomeno socio-culturale ha provocato una particolare rilevanza sulla creatività contemporanea, apportando numerose influenze sulle arti visive di tutto il mondo. E un graffito non è certo un quadro o una fotografia che una persona può portarsi a casa proponendolo solo ad amici e parenti oppure pagando un biglietto per essere visionato in un museo, perché è sotto gli occhi di tutti, e sono davvero numerosi gli spettatori di strada che può vantare.

Quando un “disegno” presenta un tema direttamente traducibile da qualsiasi comunità sociale, allora l'artista ha raggiunto la comunicazione desiderata.



Il nome più diffuso della street art porta il marchio di Banksy. Attivo tra Bristol e Londra dai primi anni del 2000, conosciuto in tutto il mondo per i suoi graffiti, mantiene ancora nell'anonimato la sua vera identità. Così mentre tutti tentano di essere famosi e conosciuti, lui riesce a nascondersi nell'ombra. 
Le sue opere realizzate con la tecnica dello stencil sono spesso a sfondo satirico e trattano argomenti di politica, cultura ed etica.


I Rats sono una serie di graffiti raffiguranti dei topi intenti in solite azioni umane e con diversi cartelli e simboli di pace e anarchia. Questi sono iniziati ad apparire intorno agli anni '70 nella città di Bristol, per poi trovarli sui muri delle più grandi città, come Londra, Parigi, New York.




Tra i suoi murales più famosi troviamo la scena con gli attori di Pulp Finction che stringono delle banane al posto delle pistole, i due bobbies gay che si baciano in un angolo di strada o il manifestante imbavagliato che è pronto a lanciare un mazzo di fiori piuttosto che una bomba. Tutti trattano una politica anti-guerra, enneggiando alla pace e all'amore.






 

Sulla stessa linea troviamo anche i graffiti realizzati in Cisgiordania, sulla barriera di separazione israelita, dove attraverso l'uso di diverse tecniche, Banksy realizza dei tromp l'oeil creando degli “squarci” che permettono di vedere cose c'è dall'altra parte della barricata o riproduce la sagoma di una bambina attaccata a dei palloncini che vola in alto proprio con l'intenzione di varcare questo muro.

Decisamente spietato si è dimostrato nei confronti del merchandising più imponente, prendendo dei grandi marchi conosciuti per ridicolizzarli con la loro stessa pubblicità. In questo modo troviamo come dalla foto di Nick Ut nota come “Napalm Girl”, la bambina che in quel caso si allontana nuda e devastata da un attacco in Vietnam qui viene accompagnata per mano dai volti sorridenti di Topolino (simbolo dell'industria Walt Disney) e del pagliaccio (simbolo di MacDonald). Con la sagoma dei prodotti di quest'ultimo colosso alimentare troviamo anche un cavernicolo che in tutta tranquillità si allontana per consumare il suo pasto.

La sigla di un episodio dei Simpson, che vede la sua prima uscita nell'Ottobre del 2010, porta la sua firma. Infatti Banksy disegna lo storyboard e dirige la famosa “scena del divano” che si trova in ogni puntata del cartone. Nella prima parte si svolge in maniera piuttosto consueta, ma è nella seconda che l'artista ci fa vedere quello che accade dietro le scene: disegnatori e lavoratori asiatici e specie animali protette, producono in condizioni disumane le scene e i gadget dei personaggi. La sequenza mostra infatti, provocatoriamente, immagini dello sfruttamento della manodopera minorile e  della violenza sugli animali. Ad esempio i pupazzetti che raffigurano Bart Simpson hanno un involucro ricavato dalla triturazione dei gatti. Il tutto si conclude con la celebre immagine Fox che troviamo all'apertura di diversi film trasformato però in carcere di sicurezza. Questi disegni ovviamente provocarono molta indignazione ai cittadini americani.

Rafael Vindigni




lunedì 8 ottobre 2012

William Kentridge – Drawing for Projection




Sudafricano,  classe 1955, artista poliedrico che spazia da regista teatrale, filmmaker, disegnatore, pittore, scultore. Senz’altro può essere annoverato tra le figure di spicco della scena artistica contemporanea,  pur non avendo apportato nessuna novità stilistica con i suoi lavori, ma utilizzando e riunendo insieme diverse vecchie tecniche, come lo stop-motion e il disegno animato, rendono unica la sua opera, proprio perché diventano un’ottimo strumento che ci permette di esplorare la nostra memoria e la nostra storia.



Le immagini utilizzate da Kentridge, e tracciate con abili segni di carboncino, sono decisamente di aspetto rudimentale, ma si ricollegano l’una a l’altra formando nuove visioni che riconducono a certe realizzazioni  surreali sulla scia di Magritte. Il montaggio dell’insieme dei video, riprende invece gli aspetti del cinema delle origini, come alcuni film di Georges Méliès. I suoi video sono ripresi tratto dopo tratto, lasciando inalterato il foglio su cui lavora, anche dopo diverse cancellature fino a quando lo spazio bianco  non diventa saturo di grafite e sfumature. Infatti rispetto all’animazione classica, Kentridge utilizza pochissimi fogli, ma apportando sopra, con l’uso del carboncino e cancellature, tutte le sequenze necessarie a realizzare questi video, definiti dall’artista “Drawing for Projection”. Tutti film non parlati ma accompagnati da raffinate musiche, spesso riprese da canti popolari sudafricani.La maggior parte dei video di Kentridge narrano la vita di due personaggi principali, protagonisti di quasi tutta la sua opera: Soho Eckstein, uomo d’affari avido e senza nessuno scrupolo, grande,  grosso e in genere con un vestito gessato, padrone di un impero edilizio, e Felix Teitlebaum, dall’animo decisamente romantico e solitamente ritratto nudo ed assorto nei suoi pensieri. 
Nel video che vi proponiamo, invece, vediamo come è Soho ad essere solitario e pensieroso. Notiamo come, penetrando con TAC e raggi X il suo cervello, prendono vita tutte le sue atrocità commesse in passato , conducendolo  lentamente ad una nuova azione introspettiva. 



                                                                                                               R. Vindigni
                                                                                                                                                                                                                            Bibliografia: William Kentridge a cura di F. Bonami




giovedì 15 marzo 2012

Sotto il segno di Calliope

Calliope  era ed è la musa della poesia epica. 
Epica alla fin fine sta per eroica, gesta di genti, persone che digrignano i denti per difendere ideali propri, a priori.

Il nuovo progetto del gruppo Psike è realizzato in collaborazione con la BiblioteCaNova dell'Isolotto (FI) e la Casa Editrice Florence Art.
L'obbiettivo è avvicinare le persone e i cittadini alla poesia di ieri e di oggi, il conosciuto e il contemporaneo, il noto e l'emergente,  attraverso i diversi linguaggi e le diverse metodologie artistiche, con l'ausilio di molteplici interpretazioni individuali.




Iniziamo il 20 Marzo con uno spettacolo "Un passo da casa" sulle vite e la poetica di Alda Merini e Dino Campana.
In compresenza, sempre negli spazi della biblioteca, la mostra "Figure celate": fotografia e pittura di Marco Pieraccini e Rafael Vindigni, e  "Grovigli" di Marco Viola.

Vi aggiorneremo sul progetto, che si dipana con vari eventi, dal 20 Marzo al 14 Aprile.

Ingresso gratuito

clicca sull'immagine per ingrandire il programma


Tutto questo alla BiblioteCaNova 
via Chiusi, 4/3a - 50142 Firenze