giovedì 11 febbraio 2016

WALL 2016: ALESSANDRA FAVETTO



Biografia

Italiana di nascita, vive e lavora nel sud della Spagna, nelle campagne di Siviglia.
Ha intrapreso il viaggio nella fotografia nel 2012 e nel giro di pochissimo ha trovato la sua strada e vocazione nell'autoritratto.Artista e fotografaauto-ritrattista con visioni eclettiche che abbracciano i regni della natura e la profondità delle emozioni e dei sentimenti umani. L'immaginazione l’ha portata a creare mondi surreali e metaforici, prevalentemente abitati da animali che ama e cura.





Titolo Opera
Insoluta
90 x 65,45
Materiale: Forex pvc 5mm



Concept:
E´dolce e familiare questo tatto che mi abbraccia. Conosce ogni singola cellula del mio corpo, ogni mio pensiero  ancora prima di essere formulato. Mi avvolge, mi coccola e mi difende.
E´dolce e familiare questo posto dove non esiste la paura, dove muoiono le insicurezze e dove tutte le necessità vengono soddisfatte con amore e compassione.
E´il mio rifugio ed il mio inganno, la mia via d'uscita senza luce, il mio angolo di solitudine fatto di moltitudini di me.

WALL 2016: ALBERTO ANTONIO FORESTA





Biografia
Nato a Caltanissetta il 12/12/1990 è cresciuto nella vicina San Cataldo.
Studia all'Accademia di Belle Arti di Palermo, in cui consegue la laurea Didattica dell'arte.
Studia e vive attualmente a Firenze ed è laureando in Storia dell'Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.
Interessato alla società e alla sue contraddizioni, attraverso l'utilizzo di molteplici canali espressivi, che spaziano dalla fotografia alla pittura, dall'installazione alla video-arte, ha cercato di mettere in risalto, con sguardo critico o ironico, quella naturale propensione alla quotidianità, agli affetti familiari, agli interessi e ai riferimenti culturali sempre all'interno di una panoramica interpretativa più ampia.

Anacronisticamente malinconica, l’intera indagine pittorica di Foresta racchiude le speranze e le testimonianze delle ricerche artistiche del primo Novecento.

Titolo Opera
#1 Mi illumino d'assenzio
100 x 120
olio, china e smalto su tela
2015



Concept:
La visione di un uomo ebro di assenzio davanti un muro fisicamente e concettualmente nero, viene liberata da uno squarcio di luce gialla e verde che si impone al centro dell'opera. La riflessione sulla quale si intende spingere l'osservatore mira a concentrarsi sulle caratteristiche percettive date dal forte contrasto cromatico e dalla saturazione dei colori, manifestazioni di una visione alterata e rarefatta della “realtà”. Il titolo rimanda al celeberrimo verso di Ungaretti “Mi illumino d'immenso”, come se quell'immenso fosse intrapolato nella profondita del muro inteso come blocco o ostacolo, che però trova sfogo e liberazione grazie a quell'assuefazione già tanco cara a Baudelaire.

#2 Il muro del canto
100x100
olio, china e smalto su tela
2015



Concept:
Un muro, la sua forma piatta, il suo essere immobile, il suo riferimento alla delimitazione di un territorio e di un confine, il suo immediato rimando al “muro del pianto” del Tempio di Gerusalemme, in cui gli ebrei lasciano tra le fessure le loro preghiere. Quel muro carico di secoli e di significati ideologici e religiosi, viene rappresentato sotto una nuova visione d'insieme, giocando con le forme e le geometrie orientali, la cromia e i contrasti diviene un inedito “Muro del canto”. Il canto qui è inteso come armonia e riappacificazione, come preghiera “corale” dei popoli e come invito al sorriso.



giovedì 21 gennaio 2016

Wall 2016 - conosciamo gli artisti : Federica Gonnelli


Fin da piccolissima ha sentito la necessità di creare, identificandola con il desiderio di saper disegnare. "Il disegno è la base per ogni progetto, per ogni creazione in ogni ambito del fare umano, il disegno è la traccia, la radice dalla quale si sviluppa tutto." - dice.

Il gioco è importante quanto la coerenza. Perché la coerenza dell’artista è prima di tutto dentro se stesso, nella sua vita, nel suo percorso e di conseguenza successivamente in ogni sua opera, ma al tempo stesso occorre a ogni opera sapersi mettere in gioco. La razionalità è importante quanto il sogno ; ogni elemento dell’opera ha un suo perché,  i limiti si superano, ma occorre sapersi fermare. Tutto ciò che fa trae liberamente spunto da vissuto, memoria familiare, habitat, sentimenti, arte e dal paesaggio della sua terra, attraversata da confini, contrasti ed intrisa di arte e creatività.
Elementi che implicano necessariamente il mettersi in gioco, prima esternando i  sentimenti e successivamente, molto spesso, esponendosi in prima persona.
(Qui e in ogni altro dove)


Federica Gonnelli sente fortemente la relazione tra l’opera e lo spazio in cui l’espongo e quindi ogni opera vede la luce nel momento in cui ha capito di aver trovato il luogo giusto e tempo giusto per presentarla. La sua ricerca, è volta al superamento dei confini, qualsiasi essi siano, che relegano in compartimenti stagni le varie arti così come i confini che dividono gli individui. "Mi piace pensare di sorpassare in qualche modo con la mia ricerca il limite tra bidimensionalità e tridimensionalità."



(Chi ha paura del vento)

Contemporaneamente la ricerca di spazio mi ha portato ad ampliare i miei progetti e ad affiancare alla realizzazione delle opere tridimensionali: performance, suoni, video proiezioni, installazioni e videoinstallazioni. Nel mio percorso il video mi ha permesso di superare il concetto di contenitore reale presente nella mia opera, acquisendo un contenitore virtuale (il video stesso), nel quale le immagini scorrono fluide, elastiche, pulsanti, vitali, leggere e semitrasparenti. 

(Cos(ci)enza)

"Il mio lavoro permette una molteplice stratificazione di materiali e di interpretazioni che, di volta in volta, privilegiano diverse componenti costitutive. Si può esaminare un'opera dal punto di vista dei materiali utilizzati, soprattutto tessuti e organza, ma anche dal punto di vista dell'immagine, o del rapporto tra questa e linguaggio. Ogni percorso interpretativo finisce per supporne un altro, così che non possa mai dirsi completamente esaurita la lettura.
Il senso dell'opera d'arte, è nella stratificazione di trasparenze: la “densità” di un'opera deve consentire di intravedere quanto è oggetto della rappresentazione. Non deve, la rappresentazione sostituirsi all'oggetto rappresentato, essere cioè troppo densa e opaca, ma al tempo stesso non può nemmeno diventare una trasparenza pienamente penetrabile, di nessuna densità, togliendo consistenza all'opera. La rappresentazione deve lasciarsi attraversare."


(Io testimonio- dei delitti e delle pene )

domenica 3 gennaio 2016

Wall 2016 - Conosciamo gli artisti : Alessandra Favetto



Art: Photography

Location: Spain





Artista e fotografa auto-ritrattista con visioni eclettiche che abbracciano i regni della natura e la profondità delle emozioni e dei sentimenti umani.


La macchina fotografica é la mia macchina del tempo che mi permette di disegnare un mondo immaginario pieno di toni e vibrazioni differenti: a volte salto in un mondo surreale dove gli animali, le piante e gli oggetti parlano attraverso allegorie e metafore ed altre volte mi sommergo nel buio dell'anima e traduco in concetti le sue mille sfaccettature.


Ogni immagine é una storia che lascia aperta la porta all'immaginazione e alla lettura e percezione di ciascuno in base alle proprie esperienze personali.

I miei personaggi, siano essi autoritratti o animali o oggetti, sono una rappresentazione di un mondo surreale, ironico, sognante e passionale in cui mi piacerebbe vivere.

Attraverso le mie opere concettualizzo i conflitti della personalità umana e l'ironica ambiguità tra la saggezza degli adulti e l'innocenza degli animali.




www.alessandrafavetto.com
#wall2016







giovedì 10 dicembre 2015

Wall: le origini del progetto


Era una sera buia e tempestosa...
No, non è vero nulla, non siamo in un romanzo già scritto, in un incipit che molti ricordano, ma siamo a Firenze, in un bar periferico ed è metà settembre. 




Un settembre che non si è dimenticato della Parigi di Charlie Hebdo, delle Torri gemelle,  degli attentati di Madrid, dello schifio di sangue innocente che cosparge l’Iraq e  l’Afghanistan, dell’assasinio di Benazir Bhutto, dell’anarchia libica, delle ambigue doppie facce politico-finanziarie che sono Israele e l’Arabia Saudita, giusto per prenderne due a caso.
Non se ne è dimenticato nessuno di noi, nemmeno dei migranti del mare, semplicemente  in questo settembre, abbiamo amalgamato tutto con nuove informazioni storiche.

Putin è sempre lì a zareggiare e zanzareggiare sull’Ucraina, mentre l’Europa tutta fa finta  che nulla succeda o sia successo in cambio del gas per l’inverno per le case dei suoi Cittadini o per le fabbriche allogene od oriunde che producono sempre meno e sempre con meno senso di produzione.
Alla televisione continuano a passare facce di bimbi affamati, tutti neri, tutti con madri che non sanno come nutrirli, mentre spesso i padri li incontriamo per strada a vendere, chi con strafottenza , dovuta, forse, ad un eurocentrismo mai affievolito, che dire sfruttamento fa ancora senso dopo un secolo o poco più, e chi con fin troppa umiltà,  cristiana o musulmana: ti offrono accendini od ombrelli. Ti chiedono un caffè. Quanti ne vediamo passare anche qui a Firenze. Sono chiamati immigrati economici anche loro. E fanno economia con la dignità spesso.
Ma mi sto perdendo …

Poi Alan è morto in mare, spiaggiandosi come un animale malato che torna a riva per  distendere le sue membra. Polemiche sulle foto nella nostra società dell’immagine e i migranti siriani , afghani, iraqueni che arrivano via terra e un nuovo muro. In Ungheria.
Un altro muro ancora. In Serbia. Un altro muro. In Slovenia.

E tutti i muri che abbiamo in testa.

Per questo quella sera, Psike ha deciso di invitare artisti da tutta Europa che potessero trattare, nel loro modo e con la loro arte,  quest’argomento non esauribile: Wall, il muro.



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Vi ricordiamo inoltre che Psike sta raccogliendo fondi per finanziare le attività di pubblicità dell'esposizione, nonchè la realizzazione di un catalogo,  e per noleggiare la strumentazione necessaria a realizzare gli spettacoli teatrali, musicali, e letterari nel miglior modo e mondo possibile.

Se vuoi donare anche solo 5 euro clicca qui.





sabato 21 novembre 2015

WALL - esposizione contemporanea Firenze , febbraio 2016



Salve cari Amici e nuovi Conoscenti,

dopo un po' di vicessitudini che ci hanno portato a lavorare più dietro le scrivanie che di fronte alle persone, siamo felici di comunicarvi che per Febbraio 2016  stiamo organizzando una collettiva di arte contemporanea delle nostre. Di quelle fotografia, pittura, installazioni, video-art , ma anche teatro e poesia.

L'esposizione si terrà nel Chiostro e nella Limonaia di Villa Vogel a Firenze e la nostra ricerca di artisti che possano sviluppare il tema attualissimo che abbiamo scelto, "Wall", il muro, è quasi completata.

Abbiamo deciso, per non gravare con nessun costo sulla partecipazione degli artisti chiamati a contribuire con le loro opere a questo progetto, di realizzare una campagna di crowfunding utilizzando il sito ProduzionidalBasso.

La nostra richiesta è di 2.500 euro che serviranno a coprire le spese pubblicitarie, la realizzazione di un catalogo della mostra, le spese di noleggio per le attrezzature tecniche per gli spettacoli teatrali e le video-proiezioni, l'acquisto o il noleggio delle luci per le opere e varie attaccaglie ed inoltre la gestione e la sorveglianza delle opere che verranno esposte.

Abbiamo girato un video, che adoriamo e speriamo voi guardiate con gusto, se vorrete contribuire alla realizzazione di un bel progetto contemporaneo in questa nostra Firenze ancora troppo rinascimentale, vi invitiamo a contribuire anche solo con 5 euro. Ovviamente ad ogni donazione sarà data una ricompensa che parte da una semplice cartolina fino a un'opera d'arte per i sostenitori più generosi.

Dona qui e visualizza progetto completo

Buona visione del video, probabilmente smetteremo di fare gli artisti e diventeremo dei comici.

Grazie per il vostro aiuto e buona sorte a Voi e a Noi!